Durante la giornata di ieri il cambio eur/usd è pericolosamente tornato sotto quota 1,35, a ridosso del supporto di breve periodo posto a 1,345. Il trend ribassista ha ripreso forza negli ultimi giorni di contrattazione della scorsa settimana, in cui sono tornati i timori sulla Grecia.

Con l’inizio di settimana le cose non sembrano essere cambiate, con l’euro che perde, oltre che contro il dollaro, anche contro lo yen, in questo caso in ripiegamento verso 121. Il cross eur/gbp rimane sotto i 0,9 euro. Inoltre la moneta unica tocca il minimo storico nei confronti del franco svizezero.

Tornando all’eur/usd dopo essere sceso al di sotto di 1,35 il cambio è rimbalzato, uscendo così anche dalla zona di ipervenduto registrata dall’RSI a quattro ore. Dopo tale movimento è tornato in maniera decisa sopra quota 1,35, ma si attende la rottura di 1,345 per pensare a un ulteriore ribasso. In effetti permane la fase di congestione e le idee per il medio periodo sono alquanto confuse. Per chi volesse prendere posizione si mettono in evidenza nel brevissimo periodo la resistenza a 1,362, mentre da tenere sott’occhio il ben più importante supporto di medio termine a 1,345.

Il trend indeciso continua a essere legato alle sorti della Grecia, in attesa di notizie chiare e definitive sul suo futuro. Nel frattempo spuntano anche indiscrezioni che vedono protagonista la Germania. Secondo un esperto i conti pubblici tedeschi sembrerebbo essere peggiori rispetto a quelli dichiarati dal governo, e si aggirerebbero intorno ai 6,2 miliardi di euro (il governo ne comunica 1,9).

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