Se il sentiment dell’asset class azionaria inizia a diventare sempre più traballante, un’asset class di investimento molto interessante è rappresentata dalle valute. Questa forma di investimento negli ultimi anni e mesi sta diventando sempre più visibile ed accessibile per l’investitore privato con piccola e media disponibilità finanziaria. Cioè oggi è molto più facile affiancare ad azioni e obbligazioni una quota di strumenti atti a sfruttare esclusivamente la forza o la debolezza di uno o più cross valutari. Perché farlo? Perché affiancare materie prime e valute alle azioni fa nettamente alzare i ritorni a parità di rischio, grazie alla ben nota assenza di correlazione tra le serie esaminate e le azioni. Se infatti tutti i titoli azionari tendono a muoversi nella stessa direzione, l’assenza di legame tra le asset class indicate fa si che in fasi di mercato critiche le valute probabilmente si stanno muovendo in altra maniera, offrendo una riduzione della volatilità del portafoglio.

Chi volesse leva per costruire posizioni molto speculative di brevissimo orizzonte, si può affidare ovviamente a IG-Markets e alla operatività in leva che il broker offre (fino a 100 rispetto ai margini versati e ad 1 solo pips come spread su alcuni cambi major). Vediamo i sottostanti più interessanti oggi. Il cambio di riferimento è ovviamente l’euro-dollaro, contrastato tra le dichiarazioni dei vertici statunitensi che parlano di dollaro forte e il mercato che esprime un giudizio esattamente opposto, continuando a mantenerlo a ridosso di 1,5 dollari (stessa considerazione sui cross del dollaro verso altre valute). Un nuovo segnale direzionale giungerebbe quì in caso di superamento di 1,505 dollari, aprendo un probabile indebolimento del dollaro anche sino a 1,525 dollari circa; più difficile invece identificare un chiaro livello oltre cui scatterebbe un segnale di forza (primo supporto a 1,48).

Attenzione infine ai cross secondari, come il cambio euro-dollaro australiano e sterlina-dollaro Usa. Nel primo caso il trend rimane nettamente a sfavore dell’euro, e il recente recupero dell’euro potrebbe essere considerato come nuova opportunità per giocare a sfavore della valuta comunitaria; il delta di tassi rimane infatti molto elevato, e coerente per ulteriore debolezza almeno nel breve termine (1,60 euro forte supporto grafico). Mentre nel secondo esempio 1,70 dollari rappresenta lo spartiacque per nuove posizioni corte sul dollaro.

Fonte: milanofinanza.it

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