La moneta unica europea è nuovamente indebolita dal clima di tensione che torna a farsi sentire intorno alla Grecia, che nella giornata di ieri ha annunciato, tramite il suo ministro delle finanze Papaconstantinou, che il debito pubblico sarà pari al 12,9%, a causa anche dei dati relativi al Pil, che ha registrato una flessione rispetto al 2009 del 2%.

I titoli di stato greci decennali fanno registrare il massimo dello spread dai decennali tedeschi, con +4 punti percentuali, il massimo dall’entrata in vigore dell’euro, e rendimenti arrivati al 7,17%.

In un tale situazione l’euro si indebolisce nei confronti delle principali valute. L’eur/usd fa registrare un ribasso da inizio mese del 2%, con il trend ribassista che punta il supporto a 1,329. L’andamento infatti rimane incanalato nel pennant, con il tentativo di break out andato fallito (come si può vedere nell’immagine, con le ultime 4 sedute di contrattazione al ribasso). La resistenza di breve periodo a questo punto viene posta a quota 1,36, con il trend che nelle prossime sedute uscirà dal canale; massima attenzione nel prendere posizione con la rottura di suddette soglie, non anticipare il mercato.

Forte la discesa anche del cross euro/yen, che ha perso in questa prima settimana di aprile il 2,5%; l’incrocio con il franco svizzero è in una ristrettissima fase laterale, compresa tra 1,431-1,434. L’euro è al ribasso nei confronti della sterlina, con il cambio che scende sotto gli 0,88 a 0,876.

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