E’ durata solo due giorni la risalita della moneta unica dai minimi del maggio scorso nei confronti del dollaro, in cui il cambio viaggiava intorno a quota 1,33. Ieri l’euro ha perso forza in una giornata in cui hanno pesato i bond greci, collocati per 380 milioni di euro contro il miliardo di euro messo sul mercato dallo stato ellenico.

Inoltre il cross è stato zavorrato dal piano di aiuti che verrà richiesto dall’Irlanda per sanare i debiti dei propri istituti di credito e, ancora, dal taglio del rating a BBB/AA-3 da parte di S&P nei confronti dell’Islanda.

A questo punto l’incrocio valutario fissa nuove soglie: nel brevissimo periodo supporto a quota 1,339 dopo la discesa di ieri, e resistenza a 1,3445, con la media mobile a 13 giorni che rimane al di sopra del trend. Nel breve-medio periodo l’intonazione rimane ribassista, con supporto a 1,329 e andamento che rimane al di sotto della media mobile a 50 giorni.

L’euro rimane stabile nei confronti dello yen a 124,5; in leggero ribasso contro il franco svizzero a 1,4312, rimanendo ancora troppo vicino ai minimi sotrici; decisa la discesa nei confronti della sterlina che, dopo i dati migliori delle attese sul PIL britannico, ha perso l’1,2% scendendo sotto 0,89.

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