Continua l’importante rimbalzo dell’euro/dollaro iniziato dai minimi toccati negli ultimi 4 anni a 1,18, grazie alle tensioni allentatesi intorno ai paesi europei in crisi debitoria (Grecia, Spagna, Portogallo, Italia, Ungheria).

Questi ultimi sembrano, per il momento, aver stabilizzato la propria situazione grazie a politiche di austerity che dovrebbero facilitare l’uscita da una crisi alla quale, fino a qualche mese fa, sembrava complicato trovare rimedi nel breve periodo.

Al contrario da oltreoceano sono arrivati dati macro peggiori delle attese. Ultimi, solo in ordine di tempo, i dati sulla disoccupazione americana ben al di sotto delle stime degli analisti.

Proprio con la pubblicazione di tali numeri l’euro ha continuato a guadagnare contro il bigliettto verde, riuscendo a rompere il muro degli 1,33.

A questo punto il cross si sta avvicinando alla resistenza posta a 1,37 in maniera molto rapida, ma prima di poter toccare l’ambizioso traguardo (fino a qualche mese fa impensabile) potrebbe avere un periodo di correzione, che servirebbe per poter recuperare un po’ di fiato dopo una corsa senza soste. Il cambio sta viaggiano infatti nella zona di ipercomprato (l’RSI è a 73 punti) altro segnale che fa presagire a un breve periodo in cui le prese di profitto sulla moneta unica prenderanno il sopravvento.

Il trend nel medio-lungo periodo rimane impostato in maniera ribassista fino al superamento di quota 1,37. Come si vede dal grafico l’incrocio valutario, in caso di ripiegamento, potrebbe spingersi fino a toccare la trendline sulla quale si sta sviluppando l’andamento rialzista di breve-medio periodo. Una rottura di questa potrebbe inviare un segnale di ribasso con primo supporto sulla soglia psicologica a 1,3.

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