Cambio euro: crolla la moneta unica
L’euro non resiste più. Gli scossoni sono troppi e il mercato non ripone più fiducia in una moneta che lascia molti punti in sospeso, soprattutto con le ultime crisi degli stati aderenti alla Comunità europea. La Grecia su tutte, Spagna, Portogallo hanno un peso elevatissimo sulle finanze del vecchio continente, che rischia di allungare quelli che sono i tempi per la ripresa economico-finanziaria.
Nonostante siano arrivati gli accordi da parte dell’Ue e del Fmi e gli aiuti per far diminuire i debiti del paese ellenico, il mercato non crede nel salvataggio, spingendo così l’euro a superare i minimi raggiunti nell’ultimo anno contro le principali valute.
L’euro/dollaro ha rotto per l’ennesima volta negli ultimi giorni importanti supporti psicologici e grafici, scendendo al di sotto di 1,3, proseguendo nella discesa che lo sta portando a scendere addirittura sotto 1,28 . Il trend, come abbiamo detto più volte nelle scorse analisi, è intonato negativamente, permanendo al di sotto della media mobile. L’RSI a 14 periodi del grafico giornaliero è ormai a ridosso dei 30 punti, inizio dell’ipervenduto.
Male anche l’euro/yen che scende a 120,8, mantenendo sempre un andamento ribassista all’interno del canale che si sta restringendo. Il cross ha visto nelle ultime ore la rottura del trend range che si trova al disotto di 123, mandando un nuovo segnale di vendita.
L’euro/sterlina ha superato i minimi del 2010 a 0,85, rimanendo anch’esso per il secondo mese intonato in maniera negativa. Ha rotto il supporto psicologico posto a 0,86. Resistenza nel breve-brvissimo a 0,87, che potrebbe spingere il cambio fino a 0,875-0,88.
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Tags: cambio, dollaro, Euro, Grecia




