Wall Street chiude in rialzo
7 ottobre 2011 da Emanuela M
Secondo le ultime notizie accertate, nella giornata di ieri Wall Street ha chiuso in deciso rialzo, seguendo così le linee e il principale andamento dei listini europei i quali durante la giornata di ieri hanno registrato performance che superano perfino il 3%.
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Scarna l’agenda macro di oggi, che prevede il Pil del 1Q11 in Canada. Attesa in mattinata l’inflazione preliminare di maggio in Spagna, stimata in lieve flessione al 3,4% dal 3,5% di aprile su base annua. Continua a restare sotto i riflettori la questione della crisi debitoria della Grecia.
Ecco di seguito un interessante articolo riportato da Websim (sim di analisi, informazione e consulenza finanziaria), che tratta della differenza tra i livelli di prezzo tra il brent (petrolio quotato alla borsa di Londra) e il Wti (petrolio quotato a Wall street), dando una spiegazione del motivo di tale divergenza tanto evidente.
Terry Ewing, gestore dell’Ignis American Growth Fund ammette che il 2011 sarà un anno positivo per Wall street a causa della ripresa economica. Questa analisi si fonda infatti sulle stime che vedono il Pil Usa aumentare nel corso dell’anno di circa il 3% accompagnato dalla ripresa del mercato del lavoro.
Seduta caratterizzata ancora una volta dai timori legati ai debiti sovrani dei vari Paesi europei in difficoltà. A seguito della decisione di Moody’s di tagliare il rating sul debito dell’Irlanda, tutte le borse del vecchio continente sono state zavorrate dal comparto bancario e assicurativo. Vendite anche su Wall Street nonostante un superindice di novembre in linea alle attese degli economisti.
Seduta archiviata in nero per le borse europee sostenute da acquisti diffusi su diversi settori. Le borse hanno goduto della decisione della Cina di non alzare i tassi di interesse. Positivo anche l’andamento di Wall Street, in nero grazie anche agli annunci di una serie di operazioni M&A.
Ennesima seduta archiviata in rosso per le borse europee. La giornata è stata caratterizzata dalla forte volatilità e influenzata dai timori legati alla tenuta dei debiti sovrani dei vari Paesi. Le vendite si sono scatenate su Italia e Spagna che a fine giornata sono state le peggiori borse europee. In rosso pure Wall Street nonostante il positivo dato sulla fiducia dei consumatori Usa.
Ancora un ribasso del 2 % per Milano. Dopo la chiusura in forte calo di ieri, oggi una nuova seduta in cui sul nostro listino principale hanno prevalso le vendite. Male anche Wall Street, a causa ancora dei timori sulla questione irlandese e alle tensioni militari tra la Corea del Nord e la Corea del Sud.
Le borse europee e americane sono state trascinate durante la giornata dal dato riguardante l’indice Fed Filadelfia, che e’ salito a novembre a 22,5 punti a fronte del consensus posto a 4,5 punti. Inoltre le nubi sopra l’Irlanda iniziano a scomparire, viste le intese per gli aiuti da parte della Ue e Fmi.
Chiusura debole per le borse europee in una seduta priva di spunti significativi. Le borse del Vecchio Continente, in cauto rialzo fin dalle prima battute, sono passate in rosso dopo i dati macroeconomici arrivati dagli Usa. Le richieste di sussidi di disoccupazione con il dato settimanale che si e’ rivelato peggiore delle . Peggiorata anche la bilancia commerciale.
Chiusura in forte rialzo per le borse europee sostenute dalle attese per nuove misure di quantitative easing da parte della Fed, dai positivi risultati pubblicati ieri sera da Intel e dai numeri di Jp Morgan. A sostenere i rialzi dei listini la positività di wall street che alla chiusura delle piazza europee viaggiava in rialzo dell’1%.
L’ultima seduta settimanale si è conclusa con rialzi diffusi nonostante dagli Usa siano arrivati dati contrastati per quanto riguarda gli occupati a settembre. Oltre oceano infatti lo scorso mese il tasso di disoccupazione è rimasto stabile al 9,6% ma a diminuire sono stati gli occupati nel settore non agricolo, arrivati a 95.000 mila contro i 5.000 previsti.
I listini aprono la seduta ion ribasso con il nostro fste/mib in ripiragmento dello 0,5%. Pesa particolarmente Unicredit che perde il 2,3% dopo le dimissioni dell’ad Profumo e in attesa della riunione prevista per giovedi.
Nel giorno delle scadenze scadenze dei contratti future su azioni, indici e opzioni, dette appunto ‘le tre streghe”, la seduta è stata segnata da una forte volatilità che ha caratterizzato l’andamento dei listini, con il nostro ftse/mib che ha perso lo 0,8%.