UniCredit: i nuovi possibili equilibri azionari
23 gennaio 2012 da Emanuela M
Il processo di aumento di capitale messo in moto da Unicredit sta per giungere a conclusione. Il maxi-aumento i capitale di 7,5 miliardi di concluderà infatti venerdì 27 gennaio, giornata di importanza strategica per l’ente creditizio che durante tale fatidica giornata scoprirà anche le eventuali mosse degli investitori istituzionali che ancora non si sono espressi in merito alla questione.
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Al via tre settimane fondamentali e pericolose per uno degli istituti di credito più discussi del momento. Il noto gruppo Italiano
Unicredit continua la sua scalata
Le principali borse europee archiviano al seduta in leggero rialzo ancora una volta influenzate dall’andamento delle banche. da oltre oceano invece i dati relativi alle richieste settimanali di sussidi di disoccupazione e gli ordini di beni durevoli hanno influenzato in negativo wall street.
Il 2010 è stato un anno molto teso sui mercati finanziari, soprattutto quelli europei, trascinati dal vortice dei paesi in crisi come la Grecia, Spagna, Irlanda e Portogallo. Le politiche messe in atto da queste ultime hanno contribuito a generare confusione, come ad esempio quella greca definita ”lacrime e sangue”, che hanno alimentato i timori degli investitori per quasi tutto l’anno.
Piazza affari chiude la giornata senza avvenimenti degni di nota, archiviando sulla parità e caratterizzata da volumi contenuti, in attesa delle vacanze natalizie che faranno riposare gli investitori. Il Ftse Mib ha segnato un -0,02% a 20.733 punti. A Londra il Ftse-100 ha registrato un +0,53%, a Francoforte il Dax un -0,14%, a Parigi il Cac-40 un -0,2%.
Secondo il comunicato diffuso il 13 settembre 2010, nell’ambito del progetto promosso dal Ministero dell’Economia e delle Finanze, UniCredit e Poste Italiane S.p.A. (“Poste”) hanno firmato l’accordo finalizzato alla cessione del 100% di UniCredit MedioCredito Centrale S.p.A. (“MCC”) a Poste. MCC diventerà, post cessione, il veicolo per la creazione della Banca del Mezzogiorno.
Seduta caratterizzata ancora una volta dai timori legati ai debiti sovrani dei vari Paesi europei in difficoltà. A seguito della decisione di Moody’s di tagliare il rating sul debito dell’Irlanda, tutte le borse del vecchio continente sono state zavorrate dal comparto bancario e assicurativo. Vendite anche su Wall Street nonostante un superindice di novembre in linea alle attese degli economisti.
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La seduta viene archiviata con il segno più, nonostante la volatilità. I listini europei, dopo un buon avvio, hanno invertito al ribasso, con le parole del presidente della Bce (che ha lasciato invariati i tassi di interesse) dopo che lo stesso Jean-Claude Trichet ha preferito non rispondere ad una domanda sull’incremento del programma di acquisto dei bond.
Finisce finalmente una settimana nera per molti listini. In questo periodo infatti il nostro listino principale ha perso a Piazza affari il 5,5%, chiudendo sotto i 20.000 punti. Nell’ultima ottava però le piazze europee sono riuscite a recuperare gran parte dei ribassi, archiviano la seduta lontano dai minimi intraday.
Ancora un ribasso del 2 % per Milano. Dopo la chiusura in forte calo di ieri, oggi una nuova seduta in cui sul nostro listino principale hanno prevalso le vendite. Male anche Wall Street, a causa ancora dei timori sulla questione irlandese e alle tensioni militari tra la Corea del Nord e la Corea del Sud.
Deloitte & Touche si occuperà di curare, entro questa settimana, la vendor due diligence della As Roma, esaminata da Unicredit e Rothschild e consegnata a coloro che entreranno nella short list dei potenziali acquirenti del club giallorosso a meta’ della prossima settimana.
Il gruppo Unicredit investe 100 mln sul Gratta&Vinci e affianchera’ Lottomatica, Scientific Games e Arianna (Tabaccai) nel capitale di Lotterie Nazionali srl, la societa’ che lo scorso maggio si e’ aggiudicata per 800 mln la concessione di 9 anni per la gestione della lotteria istantanea.