Piazza affari appesantita dalle banche, trimestrali Unicredit sotto le stime
4 agosto 2010 da Pierluigi C
Giornata all’insegna dei ribassi per i prncipali listini europei in una seduta in cui pesano i bancari. A Milano il titolo Unicredit arriva a perdere il 4% dopo i dati trimestrali pubblicati ieri.
Tags: Borsa, Piazza Affari, trimestrali unicredit, unicredit
Le borse europee aprono la seconda seduta della settimana intorno alla parità, dopo gli ultimi forti guadagni che hanno portato Milano a rompere 21.500 punti.
A Piazza affari il comparto bancario fa un salto in avanti trascinando tutto il paniere principale. Oggi, dopo le incertezze di ieri legate all’affidabilità dei risultati, Sono proprio le banche a fare la parte del leone con rialzi che superano il 3%.
Secondo alcune notizie trapelate dalla Banca d’Italia tutte le banche italiane avrebbero superato gli stress test, con l’ufficialità che arriverà però domani alle 18.00 a mercati chiusi. Le pagelle sarebbero ampiamente “sopra la sufficienza”, con voti differenti tra gli istituti.
I principali listini europei e americani archiviano l’ultima seduta della settimana in rosso, appesantine dai dati che arrivano proprio dagli Usa.
UniCredit ha lanciato ieri una nuova emissione di strumenti innovativi di capitale per un importo pari a 500 mln euro destinata a un’ampia gamma di investitori istituzionali europei.
Quella appena terminata è stata la migliore settimana dell’anno per le borse . I principali indici hanno messo a segno importanti recuperi che li hanno portati fuori da zone che avrebbero fatto scattare una nuova ondata di vendite.
Quella degli stress test potrebbe valere come un rilancio per i mercati, un risultato positivo darebbe nuova linfa al sistema finanziario e soprattutto potrebbe rilanciare il sentiment che negli ultimi periodi si è drasticamente inclinato.
L’incontro di ieri tra Unicredit e Italpetroli per discutere sulle sorti della società petrolifera della famiglia Sensi e anche di quelle dell’As Roma è stato sospeso e verrà ripreso giovedi 8 luglio.
L’incontro è previsto per le 12 di oggi, un appuntamento in cui Italpetroli e Unicredit decideranno sul futuro della holding che controlla l’As Roma. Anche il futuro di quest’ultima è in gioco, il club giallorosso infatti potrebbe essere rilevato dall’istituto per poi essere rivenduto.
L’amministratore delegato di Unicredit, Alessandro Profumo, ha affermato che la crisi non intaccherà la solidità delle banche e anche quella della banca di Piazza Cordusio:
Con riferimento al procedimento arbitrale promosso da Compagnia Italpetroli Spa nei confronti di Unicredit, la controllante della As Roma comunica in una nota che l’udienza odierna dinanzi al Collegio Arbitrale e’ stata aggiornata al 5 luglio prossimo, al fine della prosecuzione del tentativo di conciliazione.
Il governatore della Banca d’Italia Mario Draghi ha affermato che ‘Le banche italiane sono in buone condizioni e hanno tutto da guadagnare dalla pubblicazione dei risultati dei cosiddetti stress test condotti per dimostrare la capacità di resistenza alle crisi finanziarie e ristabilire così la fiducia degli investitori.’
Sono state le prime a entrare nell’occhio del ciclone e a fare da campanello d’allarme a una crisi finanziaria che in pochi prevedevano e in molti scongiuravano.
La Procura di Roma indaga su alcuni rapporti sospetti tra lo Ior e dieci banche. Istituti di credito che vanno da Intesa Sanpaolo a Unicredit passando per banche piu’ piccole come Banca del Fucino, che ogni giorno, secondo quanto scrive oggi La Repubblica, scambiano operazioni per centinaia di milioni di euro con lo Ior.
La Consob ha richiamato Unicredit, Intesa SanPaolo, Bnl, Banca popolare di Verona, Monte Paschi, poichè le politiche riguardanti la il collocamento di strumenti finanziari «sono risultate in larga parte imperniate su logiche di prodotto (quantitativi di prodotti da vendere, di norma di raccolta propria o del gruppo) anziché di servizio reso nell’interesse della clientela».
Dopo i dati sui conti, il titolo di piazza Cordusio arriva a toccare oltre 6 punti percentuali, a 2,16 euro per azione. Queste le parole dell’amministratore delegato Profumo dopo la pubblicazione delle trimestrali: i dati de bilancio permettono ”di posizionarci nella giusta direzione per cogliere le opportunità che verranno dalla ripresa economica.