Bce conferma rialzo tassi a luglio, Giappone in ripresa nel secondo semestre
13 giugno 2011 da Pierluigi C
Sul fronte macroeconomico, il focus va decisamente al dato Istat relativo alla produzione industriale italiana di aprile: le attese indicano una crescita dello 0,1% congiunturale, in rallentamento dallo 0,4% di marzo, e del 2,1% tendenziale, contro il 3,1% del mese precedente.
Tags: BCE, cambi, commodities, Fiat, istat, Tassi d'Interesse, Trichet
I banchieri centrali delle principali aree economiche mondiali tornano a esprimere preoccupazione sulla volatilità che ha di recente caratterizzato il mercato delle commodities, di cui va meglio valutata la ricaduta sull’inflazione in una fase in cui alcune economie emergenti potrebbero mostrare segnali di surriscaldamento.
Sul mercato dei cambi, questa mattina l’euro è in lieve ripresa dopo il netto calo di ieri che lo ha depresso fino a ridosso di 1,45 sul dollaro dopo che dalle parole di Trichet è emerso che il pronosticato rialzo dei tassi di giugno verrà rinviato probabilmente a luglio, con i dealer che guardano ora a nuovi livelli grafici mentre sono in attesa con preoccupazione dei dati macro Usa di oggi.
Sul mercato dei cambi, questa mattina l’euro è in lieve ripresa dopo il netto calo di ieri che lo ha depresso fino a ridosso di 1,45 sul dollaro dopo che
Sul mercato dei cambi, l’euro è sulla parità sulla scia delle dichiarazioni del presidente della Bce Jean-Claude Trichet in un’intervista in cui ha detto di condividere interamente la tesi secondo cui un dollaro forte sia nell’interesse degli Stati Uniti.
I ministri delle Finanze della zona euro hanno accolto oggi la richiesta di aiuto finanziario da parte del Portogallo. Lo ha annunciato Jean-Claude Juncker, presidente del Eurogruppo, aggiungendo, però, che Lisbona “ha bisogno di attuare un programma di consolidamento fiscale ambizioso”.
Nessuna sorpresa durante la riunione della Bce. Il presidente, Jean Claude Trichet, ha confermato il rialzo dei tassi d’interesse nella zona euro di 25 bp, arrivando cosi all’1,25%. Una tale decisione era stata ampiamente prevista dagli analisti, con le borse che non hanno reagito a tale notizia.
Come da attese, la Banca Centrale Europea ha confermato l’attuale livello dei tassi d’interesse di riferimento all’1%, il più basso dal maggio 2008, mentre le borse consolidano il rialzo di stamattina sostenuto dalle indicazioni positive sull’andamento dell’economia tedesca e dal ridimensionamento del prezzo del petrolio, il brent è scambiato a 115 dollari.
In apertura di seduta sulla piazza londinese il cambio dell’euro/dollaro viaggia in prossimità del record degli ultimi quattro mesi toccato ieri fino a una punta di 1,3890.
Settimana sul mercato dei cambi caratterizzata dalla forza del dollaro sulla scia di alcune prese di profitto contro l’euro; il cambio euro/dollaro ritraccia però in area 1,36, complici le tensioni in arrivo dall’Egitto che privilegiano il recupero del dollaro inteso come valuta rifugio.
Dopo due mesi di rialzi e i massimi di periodo toccati, la moneta unica si prende una pausa contro dollaro, con le turbolenze politiche in Irlanda che evidenziano le incertezze dei paesi dell’area con debito elevato. A influenzare l’andamento dell’euro il presidente della Bce, Jean-Claude Trichet.
Dal 1999, in in cui è nata la moneta unica, tutti i paesi facenti parte dell’Ue hanno perso la propria sovranità monetaria e le relative politiche monetarie e valutarie. Queste sono passate nelle mani della Bce (Banca Centrale Europea), che ha sede a Francoforte, e che è composta dalle Banche centrali dei paesi aderenti.
I futures sui tassi d’interesse della zona euro estendono le perdite registrate ieri e la curva dei rendimenti dei titoli tedeschi registra nel tratto 2/10 anni il minor differenziale di tasso da metà dicembre, paria 187 centesimi.
Nelle ultime settimane la moneta unica ha risentito particolarmente dei problemi legati ai debiti dei paesi periferici, spingendo gli investitori a posizionarsi su porti più sicuri, quali dollaro e Yen. Queste ultime infatti, storicamente considerate più difensive, hanno guandagnato, nell’ultimo periodo, naturalmente a discapito dell’euro.
La seduta viene archiviata con il segno più, nonostante la volatilità. I listini europei, dopo un buon avvio, hanno invertito al ribasso, con le parole del presidente della Bce (che ha lasciato invariati i tassi di interesse) dopo che lo stesso Jean-Claude Trichet ha preferito non rispondere ad una domanda sull’incremento del programma di acquisto dei bond.