Cambi: euro dollaro continua la corsa, Pechino può alzare i tassi
5 luglio 2011 da Pierluigi C
Sul fronte dei dati macro, gli occhi sono puntati sul settore dei servizi. Oggi Markit pubblicherà gli indici di attività di settore dell’Italia e della Zona Euro per il mese di giugno. Per quanto riguarda l’Italia, le attese convergono su un valore di 49,6 pts, che indicherebbe una contrazione collocandosi al di sotto della soglia chiave dei 50,0, e un calo rispetto alla rilevazione precedente, attestatasi a 50,1.
Tags: cambi, Euro Dollaro, Pechino, Tassi d'Interesse, Valute
Sul fronte macroeconomico, il focus va decisamente al dato Istat relativo alla produzione industriale italiana di aprile: le attese indicano una crescita dello 0,1% congiunturale, in rallentamento dallo 0,4% di marzo, e del 2,1% tendenziale, contro il 3,1% del mese precedente.
Pochi i dati macro in agenda oggi, tra cui le vendite al dettaglio di Eurozona (attese +0,4%) e gli ordinativi industriali in Germania (+2%), entrambi riferiti ad aprile. In serata occhi puntati sul discorso di Bernanke da Atlanta, sulle prospettive economiche degli Stati Uniti, specie alla luce dei deboli dati visti la settimana scorsa che stanno alimentando le aspettative di affievolimento della ripresa del paese.
Sul mercato dei cambi, questa mattina l’euro è in lieve ripresa dopo il netto calo di ieri che lo ha depresso fino a ridosso di 1,45 sul dollaro dopo che
Sul mercato dei cambi, l’euro è in leggero calo nei confronti del dollaro e dello yen sul finire della seduta asiatica, ma è sostenuto contro una sterlina in generale più debole poichè sono diminuite le attese di un aumento dei tassi da parte della BoE dopo i dati sorprendentemente deboli sulla manifattura del Regno Unito.
Nessuna sorpresa durante la riunione della Bce. Il presidente, Jean Claude Trichet, ha confermato il rialzo dei tassi d’interesse nella zona euro di 25 bp, arrivando cosi all’1,25%. Una tale decisione era stata ampiamente prevista dagli analisti, con le borse che non hanno reagito a tale notizia.
Il dollaro nelle ultime settimane è sotto pressione, caduto contro l’euro e CAD, a causa del repentino aumento del prezzo delle materie prime, derivato dalla ormai nota tensione presenti nei paesi del nord africa.
Come da attese, la Banca Centrale Europea ha confermato l’attuale livello dei tassi d’interesse di riferimento all’1%, il più basso dal maggio 2008, mentre le borse consolidano il rialzo di stamattina sostenuto dalle indicazioni positive sull’andamento dell’economia tedesca e dal ridimensionamento del prezzo del petrolio, il brent è scambiato a 115 dollari.
In apertura di seduta sulla piazza londinese il cambio dell’euro/dollaro viaggia in prossimità del record degli ultimi quattro mesi toccato ieri fino a una punta di 1,3890.
In arrivo la riunione della Bank of England. Gli analisti si attendono ancora tassi ancora fermi allo 0,5%. Nella giornata di oggi la Confederation of British Industry ha rivisto al rialzo le stime d inflazione per il 2011, innalzandole al 3,9% dal 3,3 precedente.
Dal 1999, in in cui è nata la moneta unica, tutti i paesi facenti parte dell’Ue hanno perso la propria sovranità monetaria e le relative politiche monetarie e valutarie. Queste sono passate nelle mani della Bce (Banca Centrale Europea), che ha sede a Francoforte, e che è composta dalle Banche centrali dei paesi aderenti.
I futures sui tassi d’interesse della zona euro estendono le perdite registrate ieri e la curva dei rendimenti dei titoli tedeschi registra nel tratto 2/10 anni il minor differenziale di tasso da metà dicembre, paria 187 centesimi.
La seduta viene archiviata con il segno più, nonostante la volatilità. I listini europei, dopo un buon avvio, hanno invertito al ribasso, con le parole del presidente della Bce (che ha lasciato invariati i tassi di interesse) dopo che lo stesso Jean-Claude Trichet ha preferito non rispondere ad una domanda sull’incremento del programma di acquisto dei bond.
Durante la riunione mensile tenutasi a Francoforte per discutere dell’andamento dell’economia della zona euro, la Bce ha confermato che i tassi d’interesse nel vecchio continente rimarranno fermi come stabilito nelle precedenti incontri dei vertici europei.
Il presidente della Fed, Bernanke, durante il suo intervento di ieri ha analizzato la situazione economica americana e comunicando che i tassi d’interesse rimarranno ancora invariarti.