Borsa: le banche fanno la voce grossa e influenzano ancora i listini europei
27 gennaio 2011 da Pierluigi C
Le principali borse europee archiviano al seduta in leggero rialzo ancora una volta influenzate dall’andamento delle banche. da oltre oceano invece i dati relativi alle richieste settimanali di sussidi di disoccupazione e gli ordini di beni durevoli hanno influenzato in negativo wall street.
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Le principali Borse europee chiudono in nero sostenute soprattutto dal settore industriale, nonostante
Le principali piazze europee recuperano nel finale le perdite accumulate durante la giornata a causa di alcune prese di beneficio e dei risultati peggiori delle attese dell’indice Pmi manifatturiero per il mese di gennaio, che e’ sceso a 56,9 punti dai 57,1 di dicembre.
Le borse europee hanno chiuso in rialzo nella giornata in cui molti paesi, in particolare Italia, Grecia, Ungheria e Gran Bretagna, hanno chiuso le aste per i titoli di stato, generalmente positive. Il Tesoro italiano ha emesso Bot a 12 mesi per l’intero ammontare (7 mld euro), con un ottimo livello di domanda (11,376 mld), a fronte di un incremento del rendimento a 2,067%.
La prima seduta del 2011 inizia col vento in poppa per i principali listini che hanno chiuso in rialzo. Contenuti però gli scambi a causa della chiusura della Borsa di Londra. In nero Wall Street, sostenuta dall’aumento dell’indice Ism manifatturiero di dicembre, salito al 57% (rispetto al precedente 56,6%), e dal dato sulle spese per costruzioni a novembre, superiore alle attese.
Il 2010 è stato un anno molto teso sui mercati finanziari, soprattutto quelli europei, trascinati dal vortice dei paesi in crisi come la Grecia, Spagna, Irlanda e Portogallo. Le politiche messe in atto da queste ultime hanno contribuito a generare confusione, come ad esempio quella greca definita ”lacrime e sangue”, che hanno alimentato i timori degli investitori per quasi tutto l’anno.
Piazza affari chiude la giornata senza avvenimenti degni di nota, archiviando sulla parità e caratterizzata da volumi contenuti, in attesa delle vacanze natalizie che faranno riposare gli investitori. Il Ftse Mib ha segnato un -0,02% a 20.733 punti. A Londra il Ftse-100 ha registrato un +0,53%, a Francoforte il Dax un -0,14%, a Parigi il Cac-40 un -0,2%.
La settimana per le borse inizia come si era conclusa la scorsa, ovvero con vendite diffuse. Tutti i listini del Vecchio Continente, dopo una partenza in progresso in scia all’ok della Ue al piano di salvataggio dell’Irlanda, hanno imboccato la via del ribasso a causa dei rinnovati timori sullo stato dei debiti sovrani dei Paesi della zona Euro.
Finisce finalmente una settimana nera per molti listini. In questo periodo infatti il nostro listino principale ha perso a Piazza affari il 5,5%, chiudendo sotto i 20.000 punti. Nell’ultima ottava però le piazze europee sono riuscite a recuperare gran parte dei ribassi, archiviano la seduta lontano dai minimi intraday.
Ancora un ribasso del 2 % per Milano. Dopo la chiusura in forte calo di ieri, oggi una nuova seduta in cui sul nostro listino principale hanno prevalso le vendite. Male anche Wall Street, a causa ancora dei timori sulla questione irlandese e alle tensioni militari tra la Corea del Nord e la Corea del Sud.
Le borse europee archioviano la seduta con una buona intonazione sostenute dalle ottime trimestrali pubblicate da diverse grandi aziende (in Italia Eni su tutte) e dai dati migliori delle attese relativi alle richieste settimanali di sussidi di disoccupazione Usa. Il Ftse Mib ha chiuso con un +1,22% a 21509 punti. A Londra il Ftse 100 ha segnato un +0,56%, a Parigi +0,5% e a Francoforte +0,45%.
Piazza affari chiude in leggero ripiegamento in una caratterizzata da due fasi: la prima in mattinata con rialzi diffusi e la seconda all’insegna del rosso sulle parole del presidente della Fed, Ben Bernanke, secondo cui il Fomc “se necessario sara’ pronto a fornire strumenti addizionali per sostenere la ripresa dell’economia”.