Materie prime: l’oro tocca i massimi storici a 1.448$, seguono argento e alluminio
28 marzo 2011 da Pierluigi C
La crisi portoghese e le tensioni in Nordafrica continuano a stimolare gli acquisti di metalli preziosi. L’oro ha aggiornato ieri il record storico, che aveva già sfiorato mercoledì, toccando un picco di 1.448,15 dollari l’oncia, mentre l’argento è salito oltre 38 $/oz, massimo da 31 anni.
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Nel giro di pochi giorni l’oro ha infanto più volte i record storici mai toccati dal metallo, arrivando a chiudere questa settimana a 1.300 dollari l’oncia, con un massimo intraday sui contratti a scadenza dicembre a 1.300,07 dollari.
Da un anno a questa parte l’oro ha guadagnato quasi il 40% portandosi dai 920/950 dollari l’oncia che quotava nel giugno 2009 ai 1.265 dollari toccati nelle ultime ore. Mai prima d’ora la materia prima aveva superato suddetta quota, continuando una corsa che sembra avere ancora spinta per proseguire.
Le borse europee aprono la prima seduta della settimana all’insegna della positività, con rialzi che si attestano sul 1%. Dopo i primi minuti che hanno visto ribassi diffusi nell’ordine dello 0,5%, vi è stata una sterzata che ha riportato i listini in territorio positivo.
Oggi l’andamento delle borse europee è intonato decisamente in negativo, con i panieri principali tutti in ripiegamento, che fanno registrare nelle prime ore di contrattazione perdite che arrivano a superare il 4%.
Il future sul petrolio WTI dopo la discesa messa a segno nella scorsa settimana, che ha perso 12 dollari dai massimi, è tornato a 77 dollari al barile, trovando cosi un supporto dinamico posto a quota 74 dollari. A causare una tale discesa è stato l’apprezzamento del dollaro, che nelle ultime settimane si è rafforzato in maniera decisa a fronte delle situazioni di crisi europea.
Mercati azionari senza verve all’indomani dei festeggiamenti che hanno accompagnato l´annuncio dell´avvio delle trattative con le banche per la ristrutturazione di 26 mld di dollari del debito in capo a Dubai World. Tra le valute ritraccia anche oggi lo yen con cross euro/yen a 131,43. Moneta giapponese che perde anche terreno nei confronti di tutte le principali valute (87,15 il cross dollaro/yen) dopo la decisione della Banca del Giappone di incrementare la politica di quantitative easing e le parole del primo ministro Yukio Hatoyama, che ha dichiarato che dopo il rafforzamento degli ultimi tempi, lo yen che non può essere lasciato “così com’è”.