Cambio euro: recupera nonostante l’incertezza sull’Europa
13 luglio 2011 da Pierluigi C
Sul fronte macro sono oggi in arrivo il dato aggregato sulla produzione industriale di maggio nell’Area Euro (atteso un rialzo dello 0,5%), il tasso di disoccupazione nel Regno Unito, e negli Stati Uniti i consueti dati settimanali sulle scorte Eia di greggio e di richieste di mutui, i prezzi import/export di giugno, ed in serata i dati sul debito pubblico Usa a giugno dove è previsto un deficit di USD65 mld.
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Dal lato macro, le attenzioni degli operatori si concentreranno sul dato tedesco relativo agli ordini dell’industria in maggio, stimati in calo dello 0,5% dopo il +2,8% di aprile. In calendario oggi anche il dato finale sul Pil della Zona Euro nel primo trimestre, che andrà a confrontarsi col +0,8% congiunturale e il +2,5% tendenziale della prima lettura.
Giornata povera di dati macro: dall’Italia sono attesi i salari di maggio, mentre nel pomeriggio dagli Usa arriveranno i riscontri sui redditi personali e sul settore manifatturiero del Midwest di maggio.
Sul mercato dei cambi, l’euro è sotto pression, con i mercati nuovamente preoccupati per i problemi del debito dell’Eurozona e per l’ipotesi di Moody’s di ridurre il rating delle grandi banche francesi, mentre i fondi hedge scommettono su un ulteriore calo della moneta unica.
Avvio debole per i mercati europei che pagano la decisione di Moody’s di declassare di un gradino il merito di credito sulla Spagna. Il rating è stato tagliato a Aa2 dal precedente Aa1, con outlook negativo.
Seduta caratterizzata ancora una volta dai timori legati ai debiti sovrani dei vari Paesi europei in difficoltà. A seguito della decisione di Moody’s di tagliare il rating sul debito dell’Irlanda, tutte le borse del vecchio continente sono state zavorrate dal comparto bancario e assicurativo. Vendite anche su Wall Street nonostante un superindice di novembre in linea alle attese degli economisti.
L’agenzia di rating Moody’s ha ridotto il giudizio sul debito dell’Irlanda a causa dell’aumento del peso del debito pubblico sul pil arrivato, secondo la stesso agenzia, intorno al 95-100% nei prossimi due-tre anni.
Nuovo downgrade sulla Grecia da parte di Moody’s che ha rivisto al ribasso il giudizio sui titoli di stato greci, facendoli passare da A3 a Bb1 che corrisponde a ‘junkbonds’, titoli spazzatura. I principali listini europei hanno aperto in territorio negativo per poi correggere in maniera decisa, con il nostro ftse/mib a+0,8%, Francoforte in parità e Parigi +0,6%.
Dopo gli accordi raggiunti durante l’ultimo vertice tenutosi a Bruxelles da parte della UE, e che hanno fatto tirare il fiato a tutta l’Europa e alla Grecia stessa, ci pensa ora, a far risalire la tensione, l’agenzia di rating M0ody’s, che declassa ben cinque istituti ellenici per un indebolimento della propria struttura economica.
Il periodo di difficoltà che sta colpendo l’intera Europa, influenzerà in meniera negativa la riduzione del debito pubblico messa in atto dall’Italia nell’ultimo periodo, anche se il nostro paese risulta essere meno esposto a drastiche politiche per ottenere tali risultati.