Cambi e macroeconomia: importanti dati in uscita e riunione Fed, euro in recupero
21 giugno 2011 da Pierluigi C
Dal lato macro inizia oggi la raffica di indagini congiunturali di giugno nei vari Paesi della Zona Euro. In mattinata è la volta dello Zew, cui faranno seguito l’Ifo e i Pmi. Per lo Zew tedesco, sulla base di indicazioni di analisti e investitori, le attese sono di una lettura a -2,0 dal 3,1 di maggio.
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I banchieri centrali delle principali aree economiche mondiali tornano a esprimere preoccupazione sulla volatilità che ha di recente caratterizzato il mercato delle commodities, di cui va meglio valutata la ricaduta sull’inflazione in una fase in cui alcune economie emergenti potrebbero mostrare segnali di surriscaldamento.
Sul mercato dei cambi, dollaro in deprezzamento, ai minimi da tre anni sul paniere delle principali valute mondiali, mentre l’euro che si riporta sopra quota 1,46.
Sul mercato dei cambi, sulle piazze asiatiche l’euro è scivolato nei confronti del dollaro in area 1,4450, rimanendo tuttavia non lontano dai massimi degli ultimi 15 mesi, con l’attesa di perdite limitate date le divergenti prospettive delle politiche monetarie di Zona Euro e Stati Uniti che sostengnono la moneta unica.
Sul mercato dei cambi, sul finire della seduta asiatica lo yen ha esteso il calo sulle principali controparti, toccando un nuovo minimo di 11 mesi contro l’euro e un minimo di sei mesi contro il dollaro, con i dealer che citano vendite da parte di grandi hedge fund e di importatori giapponesi.
La scorsa settimana il cambio euro/dollaro ha compiuto un veloce balzo in avanti e si è portato al di sopra di quota 1,37. La struttura di breve termine si è quindi rafforzata, ma solo il superamento di 1,385 potrebbe portare l’incrocio valutario attorno a 1,40.
I prezzi del greggio hanno continuato con il loro declino a seguito della violazione al di sopra del livello di resistenza di 93 dollari dopo dei disordini in Egitto,i quail hanno suscitato timori di interruzioni delle forniture nel Medio Oriente.
La forza del dollaro sta sostenendo la risalita dei prezzi delle materie prime per la seconda seduta consecutiva. Il greggio, che fino a qualche giorno fa guardava a quota 100 dollari il barile, si muove ora sotto quota 89 dollari. Molta attenzione è rivolta anche ai dati Usa di venerdì per avere indicazioni sullo stato dell’economia.
Il futures sul greggio Usa oggi arriva a guadagnare più di un dollaro al barile grazie al recupero dei mercati azionari e alle attese dell’aumento dei consumi del petrolio. Nelle ultime due settimane il petrolio ha raggiunto i massimi portandosi sopra i 75 dollari al barile facendo registrare la prima settimana di rialzi dopo più di un mese. 