Fitch boccia le banche più grandi del mondo: Recessione in arrivo?
16 dicembre 2011 da Emanuela M
Mario Draghi, governatore della BCE sembra essere sempre più convinto di una vicina e possibile recessione nella zona euro, ed ecco che infatti nella giornata di ieri, ha nuovamente chiuso le porte ad un eventuale programma di quantitative easing (QE) dell’istituto centrale europeo.
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Anche durante la scorsa settimana l’Italia sembra essersi messa in mostra negativamente rispetto allo scenario politico-economico europeo. Il nostro paese, infatti, si è spostato al centro della scena nella crisi del debito europeo, togliendo pian piano il posto a paesi seriamente sconvolti dalla
Lo scorso venerdì l’agenzia internazionale di valutazione del credito e rating, con sedi Londra e New York ha ufficialmente annunciato la volontà di declassare il rating del
Le borse europee hanno chiuso in rialzo nella giornata in cui molti paesi, in particolare Italia, Grecia, Ungheria e Gran Bretagna, hanno chiuso le aste per i titoli di stato, generalmente positive. Il Tesoro italiano ha emesso Bot a 12 mesi per l’intero ammontare (7 mld euro), con un ottimo livello di domanda (11,376 mld), a fronte di un incremento del rendimento a 2,067%.
Secondo i dati riportati da ‘
Il Fondo monetario internazionale ha descritto all’interno del rapporto dell’outlook economico relativo a maggio europeo 2010, che per l’Italia la ripresa dalla recessione sarà, stando ai dati, più lenta rispetto agli altri paesi aderenti all’Unione monetaria.
Durante una conferenza tenutasi a Bruxelles per la pubblicazione delle stime di primavera dell’esecutivo Ue su conti pubblici e crescita dell’area euro, il Commissario Ue agli Affari economici e monetari, Olli Rehn, ha affermato che la ripresa dell’Italia è ‘lenta e leggera’, ma in linea con le altre economie europee.
condo i dati messi a disposizione dalla CGIL i disoccupati nel nostro paese sarebbero ai massimi storici, con 1,5 milioni di lavoratori in cassa integrazione nel 2010, raggiungendo nei primi mesi dell’anno 302.217.009 ore con un aumento sul 2009 del 133,88%.
Il periodo di difficoltà che sta colpendo l’intera Europa, influenzerà in meniera negativa la riduzione del debito pubblico messa in atto dall’Italia nell’ultimo periodo, anche se il nostro paese risulta essere meno esposto a drastiche politiche per ottenere tali risultati.
Non solo accuse e trame di mercato al recente Forex di Napoli, i cui lavori si sono conclusi domenica scorsa. I banchieri, infatti, hanno avuto modo di far sentire la propria voce, ma a quanto sembra dal documento conclusivo da essi prodotto hanno messo in luce anche la forza di un progetto di rilancio dell’economia reale in Italia che gradirebbero fosse messo in opera, e a vederlo così possiamo dire che gradiremmo anche noi. 