C’è l’accordo dell’UE sulla Grecia
27 marzo 2010 da Pierluigi C
I paesi aderenti alla Comunità europea hanno finalmente raggiunto un accordo per il salvataggio della Grecia. La bozza prevede che nel caso in cui il paese ellenico dovesse far ricorso a prestiti monetari, questi ultimi verrebbero emessi dal Fondo Monetario Internazionale e dai paesi della zona euro, che in tal caso si faranno carico della maggior parte degli oneri.
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Dopo il minimo segnato ieri a 1,6265 l’euro cerca di risalire la china e si porta sopra 1,34 contro dollaro, spinto dall’accordo a livello europeo sul piano di salvataggio della Grecia. Graficamente, il superamento della resistenza di seduta R1 a 1,3372 ha portato all’attuale estensione sopra 1,34 con target a 1,344, livello di resistenza R2.
Una giornata all’insegna dei rialzi quella di ieri, che ha visto i listini europei chiudere con il segno più. A trascinare i mercati è stata la notizia arrivata da oltre oceano, che ha visto protagoniste le richieste americane dei sussidi di disoccupazione settimanali, risultate minori rispetto alla scorsa settimana.
I buoni del tesoro pluriennali hanno vissuto un avvio di settimana caratterizzato da rialzi, dopo che il presidente della Banca Centrale Europea, Trichet, ha messo a diposizione della Grecia una garanzia che prevede accesso alla liquidità in caso di taglio del rating.
Nessuno vuole lasciar sola la Grecia, ma tutti affermano che si possano evitare misure straordinarie di aiuti. E’ ciò che sostiene il presidente dell’ Eurogruppo Junker,che afferma che «se dovesse servire siamo pronti ad assumere misure coordinate e decise, ma non ritengo che queste misure si renderanno necessarie».
L’Euro mostra i muscoli sul valutario. Un po’ per meriti propri, un po’ per demeriti altrui. Il cross con il dollaro dopo aver toccato un massimo di giornata a 1,38, quota 1,3755, in risalita quindi di più di mezzo punto percentuale.
Il caso della Grecia non è l’unico. “La crescita è ancora sotto zero in molte aree europee, stiamo lavorando sulle tasse, ci sono squilibri enormi”, parole dell’ex commissario economico dell’Unione europea, oggi alla concorrenza, Joaquin Almunia.
Confermato anche oggi l’atteggiamento prudente degli investitori che scelgono il mercato valutario, con una caccia spietata al biglietto verde ed allo yen, solitamente considerate monete difensive da avere in portafoglio in situazioni difficili. Ad avvallare la scelta degli operatori sono state i nuovi possibili tagli del rating sul debito della Grecia da parte delle agenzie internazionali ed alcune statistiche macroeconomiche a stelle e strisce non troppo buone.
Non servirà l’aiuto del Fondo monetario internazionale (Fmi), l’Europa risolverà da sola i problemi di Grecia Spagna e Portogallo. Questo il pensiero di Jean Claude Junker, presidente dell’Eurogruppo, intervenuto al summit del G7 in Canada. Jean Claude Trichet, presidente della Bce, aspetta fiducioso che il governo di Atene sistemi il proprio dissesto e assuma tutte le iniziative per ridurre il deficit fin sotto il 3 per cento (come vuole il patto di stabilità). Il summit non è europeo, ha precisato il premier canadese, e anche se la situazione dei paesi più critici va seguita con attenzione, il G7 deve avere un respiro mondiale. 