Migliora la situazione economica della Grecia?
27 gennaio 2012 da Emanuela M
La condizione di crisi in cui versa oramai da molti la Grecia potrebbe presto essere arginata. Difatti nelle ultime ore il valore delle azioni greche ha subito un notevole rialzo, segno di un possibile incontro che sancisca l’avvio di un accordo tra il governo e i creditori rispetto alla massiccia crisi del debito che ha scatenato un collasso economico europeo.
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Anche durante la scorsa settimana l’Italia sembra essersi messa in mostra negativamente rispetto allo scenario politico-economico europeo. Il nostro paese, infatti, si è spostato al centro della scena nella crisi del debito europeo, togliendo pian piano il posto a paesi seriamente sconvolti dalla
L’
Settimana di recupero per l’E-Mini Crude Oil future, che ha frenato la sua correzione a ridosso della soglia psicologica a 90 dollari, rimbalzando con decisione fino a 95-95,50.
Nuovo downgrade sulla Grecia da parte di Moody’s che ha rivisto al ribasso il giudizio sui titoli di stato greci, facendoli passare da A3 a Bb1 che corrisponde a ‘junkbonds’, titoli spazzatura. I principali listini europei hanno aperto in territorio negativo per poi correggere in maniera decisa, con il nostro ftse/mib a+0,8%, Francoforte in parità e Parigi +0,6%.
Bankitalia nella sua relazione annuale ha affermato che le esposizioni in bilancio delle banche italiane verso Grecia e Portogallo sono contenute (4,8 e 4,7 mld di euro) e costituite prevalentemente da titoli pubblici e privati; inoltre il Governo italiano ha anticipato i tempi della manovra di bilancio per conseguire gli obiettivi di indebitamento netto fissati per il 2011 e il 2012.
I lisitini europei hanno chiuso la giornata con forti rialzi doopo che e’ stato confermato il pagamento della prima tranche di aiuti da 14,5 mld euro alla Grecia da parte dell’Ue. A influenzare in maniera positiva il corso delle borse sono stati anche i continui segnali della ripresa dell’economia statunitense e i conti trimestrali del colosso Usa Wal-Mart hanno di fatto contribuito al sentiment positivo della giornata.
Il direttore del Dipartimento affari fiscali del Fondo monetario internazionale, Carlo Cottarelli, al convegno ‘Global economic outlook and fiscal soundness’ organizzato da Advantage Financial, si è espresso a riguardo dei debiti dei paesi della zona euro, dicendo che non tutti i paesi devono ricorrere a una stretta sui bilanci pubblici quest’anno.
Dopo il piano di austerity varato dai vertici del governo greco, definito dallo stesso primo ministro Papandreu un piano ”lacrime e sangue”, arriva ora anche l’altra grande malata europea a fare compagnia al paese ellenico, il Portogallo.
L’ex presidente della Repubblica ed ex ministro del Tesoro Carlo Azeglio Ciampi fa parte di coloro che hanno fondato la moneta unica e ha detto che l’attuale crisi in cui si trovano troppi stati dell’eurozona deriva dal fatto che l’allargamento ad altri Paesi fu fatto con parametri troppo poco severi.
E’ un periodo nero quello che la finanza e l’economia mondiale stanno attraversando, con gli scontri che avvengono quotidianamente ad Atene, figli di un piano di austerity rigidissimo che lascerà la Grecia in recessione per almeno dieci anni, a testimoniare la tensione socio-economica.
L’euro non resiste più. Gli scossoni sono troppi e il mercato non ripone più fiducia in una moneta che lascia molti punti in sospeso, soprattutto con le ultime crisi degli stati aderenti alla Comunità europea. La Grecia su tutte, Spagna, Portogallo hanno un peso elevatissimo sulle finanze del vecchio continente, che rischia di allungare quelli che sono i tempi per la ripresa economico-finanziaria.
Dopo l’accordo raggiunto nelle ultime ore con i 110 milardi messi a disposizine della Grecia per i prossimi tre anni, sono svariati i commenti a caldo che hanno come obiettivo proprio il risanamento dello stato ellenico.
Il tira e molla è durato per settimane, forse troppe, e tale andamento indeciso ha mandato in subbuglio i mercati finanziari che hanno perso la bussola, bruciando diversi miliardi di euro. Alla fine l’Ue, il Fondo monetario internazionale e la Gecia sono riusciti a definire i dettagli per il piano di risanamento, che prevede aiuti internazionali per 110 miliardi di euro circa per i prossimi 3 anni.