La scure di Moody’s nuovamente sulla Grecia, ma le borse accelerano
15 giugno 2010 da Pierluigi C
Nuovo downgrade sulla Grecia da parte di Moody’s che ha rivisto al ribasso il giudizio sui titoli di stato greci, facendoli passare da A3 a Bb1 che corrisponde a ‘junkbonds’, titoli spazzatura. I principali listini europei hanno aperto in territorio negativo per poi correggere in maniera decisa, con il nostro ftse/mib a+0,8%, Francoforte in parità e Parigi +0,6%.
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Bankitalia nella sua relazione annuale ha affermato che le esposizioni in bilancio delle banche italiane verso Grecia e Portogallo sono contenute (4,8 e 4,7 mld di euro) e costituite prevalentemente da titoli pubblici e privati; inoltre il Governo italiano ha anticipato i tempi della manovra di bilancio per conseguire gli obiettivi di indebitamento netto fissati per il 2011 e il 2012.
I lisitini europei hanno chiuso la giornata con forti rialzi doopo che e’ stato confermato il pagamento della prima tranche di aiuti da 14,5 mld euro alla Grecia da parte dell’Ue. A influenzare in maniera positiva il corso delle borse sono stati anche i continui segnali della ripresa dell’economia statunitense e i conti trimestrali del colosso Usa Wal-Mart hanno di fatto contribuito al sentiment positivo della giornata.
Il direttore del Dipartimento affari fiscali del Fondo monetario internazionale, Carlo Cottarelli, al convegno ‘Global economic outlook and fiscal soundness’ organizzato da Advantage Financial, si è espresso a riguardo dei debiti dei paesi della zona euro, dicendo che non tutti i paesi devono ricorrere a una stretta sui bilanci pubblici quest’anno.
Dopo il piano di austerity varato dai vertici del governo greco, definito dallo stesso primo ministro Papandreu un piano ”lacrime e sangue”, arriva ora anche l’altra grande malata europea a fare compagnia al paese ellenico, il Portogallo.
L’ex presidente della Repubblica ed ex ministro del Tesoro Carlo Azeglio Ciampi fa parte di coloro che hanno fondato la moneta unica e ha detto che l’attuale crisi in cui si trovano troppi stati dell’eurozona deriva dal fatto che l’allargamento ad altri Paesi fu fatto con parametri troppo poco severi.
E’ un periodo nero quello che la finanza e l’economia mondiale stanno attraversando, con gli scontri che avvengono quotidianamente ad Atene, figli di un piano di austerity rigidissimo che lascerà la Grecia in recessione per almeno dieci anni, a testimoniare la tensione socio-economica.
L’euro non resiste più. Gli scossoni sono troppi e il mercato non ripone più fiducia in una moneta che lascia molti punti in sospeso, soprattutto con le ultime crisi degli stati aderenti alla Comunità europea. La Grecia su tutte, Spagna, Portogallo hanno un peso elevatissimo sulle finanze del vecchio continente, che rischia di allungare quelli che sono i tempi per la ripresa economico-finanziaria.
Dopo l’accordo raggiunto nelle ultime ore con i 110 milardi messi a disposizine della Grecia per i prossimi tre anni, sono svariati i commenti a caldo che hanno come obiettivo proprio il risanamento dello stato ellenico.
Il tira e molla è durato per settimane, forse troppe, e tale andamento indeciso ha mandato in subbuglio i mercati finanziari che hanno perso la bussola, bruciando diversi miliardi di euro. Alla fine l’Ue, il Fondo monetario internazionale e la Gecia sono riusciti a definire i dettagli per il piano di risanamento, che prevede aiuti internazionali per 110 miliardi di euro circa per i prossimi 3 anni.
I prossimi due anni peseranno come macigni sulle tasche dei cittadini greci, in quanto in questi giorno si stanno tenendo gli incontri tra il governo e i vertici sindacali per delineare le nuove politiche di tagli agli stipendi.
Sono molti i risparmiatori che in questi giorni si stanno preoccupando per i propri investimenti, temendo, specialmente per coloro che detengono fondi, che all’interno dei propri ‘tesoretti’ vi possano essere esposizioni rilevanti nei confronti dei PIIGS.
I mercati europei tornano a perdere tra l’1,5% e il 2%, a pesare da ieri, è la notizia del taglio del rating del Portogallo e quello della Grecia a ‘junk bond’, in altri termini ‘spazzatura’.
La cancellieria tedesca Angela Merkel ha affermato, durante un intervento, che la Germania è pronta a dare i propri aiuti alla Grecia nel momento in cui l’Ue e il Fondo monetario internazionale si saranno accordati sui termini del prestito.
La settimana scorsa si è conclusa con rialzi che hanno riguardato tutti i listini europei e di oltre oceano. A fare da driver è stata la richesta della Grecia di ottenere gli aiuti messi a disposizione dalla Ue e dal Fondo monetario internazionale.
Durante un discorso trasmesso alla televisione rivolto alla nazione, il premier greco Papandreou ha ammesso che ”il paese è in una nuova Odissea”, riconoscendo l’incapacità della Grecia di poter far fronte alla crisi in maniera autonoma.
Dopo la pesante seduta archiviata ieri con i listini affondati dalle nuove notizie riguardanti la Grecia, che hanno visto il rapporto deficit/pil in netto aumento, le borse questa mattina tentano un rimbalzo, con gli indici europei che aprono con ribassi diffusi per poi virare in territorio positivo.
Mentre si attendevano stime sul rapporto deficit/pil greco che andassero verso la ripresa, durante la giornata di ieri è arrivata la notizia che tutti scongiuravano: deficit in rialzo, con la probabilità che continui ad aumentare.
Dopo i netti rialzi mezzi a segno nella giornata di ieri, grazie ai risultati molto positivi della trimestrale di Goldman, e grazie al comparto auto che ha fatto guadagnare all’ Eurostoxx il 5,34%, le borse oggi in apertura sono risultati deboli, a causa della riunione prevista ad Atene per analizzare le condizioni degli aiuti discussi lo scorso 25 marzo a Bruxelles.
Sono stati pubblicati i dati relativi agli utili del primo trimestre 2010 per Goldman Sachs. La ”piovra” (cosi viene denominata la banca dagli analisti americani) ha raddoppiato gli utili nei primi mesi dell’anno, passando da 1,659 miliardi del 2009 a 3,296 miliardi di dollari dell’anno corrente.