Tassi d’interesse Usa invariati, rallenta l’economia americana
11 agosto 2010 da Pierluigi C
Il presidente della Fed, Bernanke, durante il suo intervento di ieri ha analizzato la situazione economica americana e comunicando che i tassi d’interesse rimarranno ancora invariarti.
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La mattinata si apre per le borse europee col segno negativo dopo che nell’ultima riunione la Fed ha ipotizzato la necessità di instaurare misure aggiuntive per continuare a sostenere l’economia globale.
Il presidente della Fed Bernanke ha dichiarato, durante il suo intervento alla commissione Finanze della camera USA, che l’economia americana ha ancora bisogno degli aiuti messi a disposizione delle Federal Reserve, soprattutto per quel che riguarda i tassi di interesse, che dovranno essere tenuti sulla soglia dello zero ancora per molto tempo.
La giornata odierna si è caratterizzata per il recupero della moneta unica sul valutario, in alcuni casi di facciata (vs dollaro, a 1,3284) ed in altri importante (123,44 vs Yen). La moneta statunitense ha perso terreno dopo le rassicurazioni arrivate da Bernanke relative la vicinanza della Fed all´economia a stelle e strisce, mentre sulla divisa giapponese ha pesato l´innalzamento dell´appetito per il rischio.
Nella seduta di ieri i maggiori listini europei hanno messo a segno un buon rialzo, derivante dal risultato positivo fatto registrare dall’indice Zew che misura la fiducia dei consumatori tedeschi, e da una nuova ondata di positività, che fa salire gli indici verso le resistenze.
Il dollaro è lievitato e l’euro ha toccato il minimo dei nove mesi dopo l’azione della Federal Reserve sul tasso di sconto per i prestiti di emergenza, sollecitando l’idea di una normalizzazione della politica monetaria. La Fed ha ieri elevato il suo tasso di sconto a 0,75% da 0,50% con effetto da oggi, alzando contestualmente il tasso minimo per le aste a termine allo 0,50%. L’istituto centrale ha precisato che questa mossa non segnala alcun cambiamento nel punto di vista sulla politica monetaria o sull’economia, ma va intesa come un’ulteriore normalizzazione delle ‘lending facilities’.
La Federal reserve va verso il restringimento delle condizioni del credito ma senza usare lo strumento convenzionale dei tassi, che rimarranno al minimo storico finché la ripresa non sarà avviata, come più volte sottolineato dalla stessa banca centrale. Come scrive il Wall Street Journal la manovra riguarderà “l’interesse sulle riserve in eccesso”, cioè una tassa sul denaro depositato dalle banche nelle casse della Fed.
L’inizio di questa settimana ha visto alcuni dati di carattere macroeconomico assolutamente importanti. In primo luogo, durante la giornata di ieri, si sono tenuti i discorsi del presidente della BCE, Trichet, e del presidente della FED, Bernanke, relativamente all’andamento delle rispettive economie e a quali misure le banche potranno porre in essere per riuscire a risollevare ulteriormente la situazione economica mondiale.