Brusca frenata per il Manufatturiero cinese
23 novembre 2011 da Emanuela M
In Asia registrati nuovi ribassi sui listini. Ad influire certamente le preoccupazioni derivanti dalla precaria condizione economica scaturita dalla crisi del debito sovrano in Eurozona a cui si aggiungono, inoltre, massicci e vigorose preoccupazioni per un possibile tracollo economico globale.
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Sul mercato dei cambi, la valuta unica recupera posizioni contro dollaro tra scambi dominati, però, dal nervosismo in attesa del nuovo summit della Zona Euro dedicato alla crisi del debito. Dopo l’accordo tra i pesi massimi europei Berlino e Parigi, gli investitori scommettono su una soluzione dell’impasse greca con il vertice straordinario che dovrebbe sancire l’intesa politica per il secondo pacchetto di aiuti a favore di Atene.
La Cina, secondo le parole di Xu Nuojin,vicedirettore della banca centrale cinese a Guangzhou, rilasciate al Securities Times, dovrebbe alleggerire l’esposizioni nei confronti della moneta statunitense, diversificando così le sue enormi riserve in dollari per diminuire il portafoglio di titoli del Tesoro Usa e ridurre la rischiosità degli investimenti.
Lo yen scivola sui mercati asiatici, colpito dall’intenzione ribadita dalla Cina di mantenere una politica monetaria accomodante. L’attenzione è stata inoltre catalizzata da un articolo del quotidiano giapponese Nikkei sulla possibilità che Banca del Giappone metta in atto già a partire da questo mese nuove misure di allentamento della sua politica monetaria.
In assenza di stimoli fiscali e di una politica monetaria molto espansiva, le scelte politiche che i governi dovranno adottare si presenteranno estremamente difficoltose: tuttavia è necessario che si adottino delle misure adatte a quanto meno bloccare questa enorme bolla che sta colpendo tutte le attività finanziarie mondiali.
Lo yen si rinsalda con gli investitori ancora nervosi e avversi al rischio, mentre prosegue l’attenzione verso gli sforzi della Cina di ridurre i prestiti e in attesa dell’esito della riunione della Fed.
L’euro è sceso ai minimi di cinque mesi contro la valuta americana mentre il dollaro australiano ha difeso le posizioni. Sono contrastanti le notizie provenienti dalla Cina: se da una parte la crescita economica nel 2009 è risultata ben sopra il target governativo, dall’altra continuano ad intensificarsi le manovre di stretta monetaria da parte della banca centrale.
La Cina prepara la stretta monetaria. La Banca centrale di Pechino ha aumentato i tassi sui titoli a un ammo (+8,29 punti base), sopra le attese degli analisti interpellati dall’agenzia di stampa Bloomberg. E’ la seconda volta in una settimana dopo il rialzo sui titoli a tre mesi, i valori non venivano toccati dallo scorso agosto.
Ripartono le esportazioni cinesi. Nel mese di dicembre è finita la serie negativa durata più di un anno. Nonostante il rimbalzo della domanda esterna il surplus commerciale del paese rimane in flessione su base annuale. Sorprende il recupero delle importazioni, in crescita del 56% rispetto al mese scorso.
La Cina ha reso noto che i 2.300 miliardi di riserve valutarie continuano a essere ancorate al dollaro, anche se sta cercando di diversificare i propri investimenti tra le principali divise e asset di alta qualità.