Ungheria a rischio crisi, potrebbe fare la fine della Grecia
5 giugno 2010 da Pierluigi C
Nella giornata di ieri i mercati azionari e monetari sono crollati dopo i risultati relativi alla occupazione Usa nel mese di maggio, che è risultata ben al di sotto delle attese, 431.ooo contro i 513.000 stimati.
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I mercati europei aprono in lieve rialzo con guadagni che si attestano intorno allo 0,5%. Oggi alle 14.30 ci sarà l’importante appuntamento con la pubblicazione dei dati relativi all’occupazione Usa relativi al mese di maggio, che dovrebbero vedere un aumento di 513.000 posti.

L’euro non resiste più. Gli scossoni sono troppi e il mercato non ripone più fiducia in una moneta che lascia molti punti in sospeso, soprattutto con le ultime crisi degli stati aderenti alla Comunità europea. La Grecia su tutte, Spagna, Portogallo hanno un peso elevatissimo sulle finanze del vecchio continente, che rischia di allungare quelli che sono i tempi per la ripresa economico-finanziaria.

Mentre si attendevano stime sul rapporto deficit/pil greco che andassero verso la ripresa, durante la giornata di ieri è arrivata la notizia che tutti scongiuravano: deficit in rialzo, con la probabilità che continui ad aumentare.

L’ultima seduta della settimana è stata caratterizzata da rialzi generalizzati, grazie alle tensioni allentate intorno alla questioe greca. Solo giovedi i listini sono stati trascinati al ribasso dalle banche elleniche, che sembravano in procinto di chiedere aiuti per 15 miliardi di euro allo Stato.


Dopo una breve fase laterale, Usd/Jpy scende velocemente fino al test dell’area di supporto, dove gli ordini in acquisto risollevano le quotazioni facendo rientrare il cambio nel canale di volatilità.