Manovra “Salva Italia” da 30 miliardi di euro
23 dicembre 2011 da Emanuela M
Meno si qualche giorno fa è stata finalmente varata, diventando legge, così il presidente del Consiglio Mario Monti, ha finalmente dato il via alla manovra finanziaria da 30 miliardi di euro lordi di cui 12-13 di riduzione delle spese.
Tags: cambio, Forex, manovra economica, mario monti
Sul fronte macro, l’attenzione è per l’indice sulla fiducia degli imprenditori in Germania (Ifo) e in Francia (Insee) per il mese di luglio. Il primo è atteso in calo a 105,0 pts dai 106,3 pts di giugno, il secondo a 107,0 da 109,0.
Si rafforza l’euro in apertura delle contrattazioni europee e sale ai massimi di seduta, aiutato dalla buona performance delle borse e dai progressi dei colloqui negli Usa per l’aumento del tetto del debito.
L’euro è precipitato ai minimi di seduta, poco sopra 1,42 dollari, per poi riportarsi sopra 1,43, mentre la valuta Usa ha a sua volta ceduto terreno contro lo yen dopo il deludente dato Usa sul mercato del lavoro.
Giornata povera di dati macro: dall’Italia sono attesi i salari di maggio, mentre nel pomeriggio dagli Usa arriveranno i riscontri sui redditi personali e sul settore manifatturiero del Midwest di maggio.
Negli scambi della mattinata europea la valuta unica allunga contro dollaro e sterlina, premiata dal risultato migliore delle attese dell’indice ifo sulla fiducia degli investitori tedeschi.
Ad appesantire l’andamento dell’euro è la crisi politica in Portogallo, che potrebbe spingere in tempi rapidi il Paese a richiedere gli aiuti dell’Ue e del Fmi. Il cambio eur/usd scambia in area 1,4050 allontanandosi dai recenti massimi da quattro mesi (1,4250).
Le principali Borse europee archiviano la settimana in rosso,a seguito della pubblicazione del dato sul Pil Usa del 4* trimestre, che ha evidenziato una crescita del 3,2%, superiore al 2,6% dei tre mesi precedenti ma comunque inferiore al consenso (+3,5%).
Ennesima seduta archiviata in rosso per le borse europee. La giornata è stata caratterizzata dalla forte volatilità e influenzata dai timori legati alla tenuta dei debiti sovrani dei vari Paesi. Le vendite si sono scatenate su Italia e Spagna che a fine giornata sono state le peggiori borse europee. In rosso pure Wall Street nonostante il positivo dato sulla fiducia dei consumatori Usa.
Con il ritorno dei soliti timori legati ai debiti dei paesi periferici, nella fattispecie l’Irlanda, la moneta unica ha avuto una brusca battuta d’arresto. L’euro infatti è arrivato a toccare due settimane fa 1,425, per poi essere respinto fino a 1,35 di ieri, perdendo più del 5% del suo valore.
Il cross euro dollaro dopo aver guadagnato da settembre il 12%, passando da 1,27 di fine agosto a 1,429 di due sedute fa, si trova da venerdi a ripiegare a causa dei nuovi timori tornati in auge intorno ai debiti dei paesi periferici, in particolar modo preoccupa la situazione dell’Irlanda.
Il cambiousd/jpy ha fatto segnare in questi giorni il minimo toccato dal 1995, periodo in cui il cross viaggiava intorno agli 84 punti. A spingere al ribasso l’incrocio valutario sono le mancanze di segnali reali sulle intenzioni delle autorità di Tokio di intervenire a difesa dello yen.
La nuova settimana inizia all’insegna dei rialzi grazie alla decisione presa dal governo cinese di impegnarsi a rendere più flessibile la moneta contro le altre valute mondiali, donando spinta ai mercati e la propensione al rischio.
Parte bene la settimana per le borse europee che mettono a segno rialzi diffusi. A Piazza affari il ftse/mib guadagna l’1,5% con il comparto bancario che fa da traino, in recupero dopo le recenti cadute.