Borsa: il mercato del lavoro Usa sostiene i listini
4 settembre 2010 da Pierluigi C
Chiusura all’insegna degli acquisti per le piazze europee. Dopo una prima parte della giornata caratterizzata dalla prudenza, nel pomeriggio i dati Usa sul mercato del lavoro migliori delle attese hanno sostenuto i guadagni sul Vecchio Continente.
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Giornata di forti rialzi per tutti i listini europei grazie all’indice Ism manifatturiero negli Usa che ad agosto si e’ rivelato migliore delle attese degli economisti. La mattinata era iniziata con una buona intinazione sostenuta dal Pil australiano e dal dato Pmi cinese, entrambi positivi.
Seduta a due velocita’ per gli indici europei, che dopo una partenza in forte calo hanno progressivamente ridotto le perdite fino ad annullarle in scia al dato Usa sull’indice di fiducia dei consumatori ad agosto, salito a 53,5, sopra le attese.
Prima parte della mattinata in calo per le borse europee in scia alle pesanti sedute di Wall Street e di Tokyo. A piazza Affari il Ftse Mib lascia sul terreno l’1% a 19503 punti.
Una volatilità molto elevata ha caratterizzato l’ultima ottava della settimana, con i principali listini europei e mondiali fortemente influenzati dalle notizie giunte da oltreoceano.
Le borse europee proseguono la seduta in positivo sulla scia della chiusura di ieri in nero di wall street.
Dopo tre sedute consecutive in calo Piazza affari e le altre borse europee tentano un recupero, attestandosi tutte in territorio positivo.
I mercati europei arrivano a metà giornata sull’onda dall’incertezza, con i listini del vecchio continente che si trovano sulla parità.
Giornata all’insegna dei ribassi per i prncipali listini europei in una seduta in cui pesano i bancari. A Milano il titolo Unicredit arriva a perdere il 4% dopo i dati trimestrali pubblicati ieri.
Le borse europee aprono la seconda seduta della settimana intorno alla parità, dopo gli ultimi forti guadagni che hanno portato Milano a rompere 21.500 punti.
Dopo un’ora e mezzo dalla pubblicazione dei dati del pil americano, risultati minori delle attese e che hanno spinto i principali listini europei a superare al ribasso il punto percentuale, sempre dall’america arrivano i risultati della fiducia dei consumatori.
George Soros, uno tra i finanzieri più ricchi al mondo, sta ultimando, secondo fonti, le trattative per rilevare il 4% di Bombay Stock Exchange (BSE), la borsa indiana. Una tale trattativa si traduce in un esborso pari a 35-40 milioni di dollari.
A Piazza affari il comparto bancario fa un salto in avanti trascinando tutto il paniere principale. Oggi, dopo le incertezze di ieri legate all’affidabilità dei risultati, Sono proprio le banche a fare la parte del leone con rialzi che superano il 3%.
L’ultima seduta della settimana è caratterizzata da bassi volumi a causa dell’attesa per la comunicazione degli stress test delle banche previsti alle 18.00.
I principali listini europei e americani archiviano l’ultima seduta della settimana in rosso, appesantine dai dati che arrivano proprio dagli Usa.
Dopo tre mesi di ininterrotte fuoriuscite di greggio che hanno causato ingenti danni naturali e perdite economiche che si stimano essere arrivate a 4 miliardi di dollari, la compagnia anglosassone annuncia che l’incubo sembra essere finito.
La mattinata si apre per le borse europee col segno negativo dopo che nell’ultima riunione la Fed ha ipotizzato la necessità di instaurare misure aggiuntive per continuare a sostenere l’economia globale.
UniCredit ha lanciato ieri una nuova emissione di strumenti innovativi di capitale per un importo pari a 500 mln euro destinata a un’ampia gamma di investitori istituzionali europei.