Bce: collocati 111 miliardi per finanziamento a 6 giorni
2 luglio 2010 da Pierluigi C
La Bce ha collocato ieri tutti i 111,237 miliardi di euro richiesti da 78 banche nell’operazione odierna di rifinanziamento a 6 giorni. L’operazione di fine tuning è servita a soddisfare le richieste di liquidità delle banche di zona euro, chiamate a restituire i 442 miliardi ottenuti un anno fa.
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L’ultima ottava non da molti spunti con i listini europei che viaggiano intorno alla parità vista l’assenza di notizie rilevanti che riguardano il fronte macroeconomico e soprattutto a causa dei guadagni messi a segno ieri.
Il presidente dellaBce Trichet durante la conferenza stampa ha comunicato che i tassi d’interesse rimarranno invariati all’1% fino al secondo trimestre 2011 circa, quando passeranno all’1,25%. Il costo del denaro infatti nei sedici paesi dell’unione monetaria è rimasto invariato sull’attuale minimo record (1%), livello raggiunto a maggio dell’anno scorso con l’ultimo taglio di un quarto di punto percentuale.
Dopo un’apertura in calo le borse europee hanno ripreso spinta, con l’andamento dei futures sui principali indici intonati positivamente. A metà seduta le borseeuropee mettono a segno guadagni tra lo 0,5% e l’1%. Il ftse100 di Londra avanza dello 0,5%, il Dax di Francoforte dello 0,7% e il Cac40 di Parigi dell’1%.
Dopo una riunione durata più di 10 ore, l’Ecofin ha varato un maxi-piano per risollevare le sorti dell’euro. Questo prevede aiuti prestiti bilaterali per un totale di 750 miliardi per gli stati in difficoltà e che rischiano di non riuscire a pagare i debiti.
Sono passata poco più di dieci giorni dall’accordo raggiunto durante il vertice dei paesi dell’Unione europea tenutosi a Bruxelles lo scorso 25 e 26 marzo, ma lo scanario che si propone sui mercati rimane lo stesso, se non peggiore, di quello che ha preceduto la riunione UE.
I paesi aderenti alla Comunità europea hanno finalmente raggiunto un accordo per il salvataggio della Grecia. La bozza prevede che nel caso in cui il paese ellenico dovesse far ricorso a prestiti monetari, questi ultimi verrebbero emessi dal Fondo Monetario Internazionale e dai paesi della zona euro, che in tal caso si faranno carico della maggior parte degli oneri.
Nel suo intervento al parlamento europeo il presidente della Banca Centrale ha affermato che ”la ripresa è in corso ma la crisi non e’ finita”. L’Europa sta passando un periodo in cui gli squilibri politico-economici sono all’ordine del giorno, dovuti alle indecisioni che derivano dai piani di riasamento che dovranno essere accordati tra i paesi comunitari nei confronti degli indebitati, dando l’impressione che una ripresa sia ancora distante.
Il Consiglio direttivo della Banca centrale europea ha deciso di non alzare i tassi d’interesse per favorire la ripresa.
Mattinata decisamente volatile sui mercati valutari ove di mette in luce lo yen giapponese, evidentemente premiato dagli operatori in virtu’ della cresciuta avversione al rischio in attesa delle indicazioni della Bce in uscita nel primo pomeriggio.
Rispettando le previsioni e le attese del mercato, la Banca centrale europea in data odierna ha lasciato invariato, all’1%, il costo del denaro; il Consiglio direttivo della Bce ha così deciso di mantenere una politica monetaria accomodante nel giorni in cui, tra l’altro, Eurostat ha confermato come nel terzo trimestre 2009 l’economia nell’area euro abbia fatto registrare un mini-rimbalzo del prodotto interno lordo dello 0,4%.