BCE: nuovo maxi-prestito in arrivo per le banche italiane
6 febbraio 2012 da Emanuela M
A distanza di circa un mese dal maxiprestito concesso dalla BCE alle banche, pare stia per ripetersi la medesima situazione. È passato solo un mese dalla concessione da parte della Banca Centrale Europea del maxiprestito di 500 miliardi di euro agli istituti di credito (a tasso agevolato) volto a contenere la perdita di liquidi europea.
Tags: agevolazioni, banca centrale europea, Banche, BCE, crisi liquidità, finanziamenti, imprese, mutui, prestiti, prestito
La Banca Centrale sta portando alla deriva l’intera comunità economica europea? La situazione di crisi che sta vivendo il vecchio continente è forte e tangibile e pare essere arrivata ad un punto di non ritorno.
Leggera ondata positiva per l’euro che stamane è in salita rispetto al dollaro do oggi, ripresa certamente legata alla tanto attesa operazione finanziaria delle BCE in via di sviluppo nel corso della giornata. Condizione questa che potrebbe ben presto allentare la tensione che attanaglia la zona euro.
Dopo quasi due anni di difficoltà, sconfitte e perplessità, il mercato pare stia finalmente reagendo in maniera recettiva ai cambiamenti politici in atto nella zona euro. Dopo l’uscita del Premier dalla scena governativa italiana e l’avvio di un nuovo Governo Tecnico dall’ex commissario europeo Mario Monti, i mercati pare stiano reagendo con una certa dose di interesse.
Anche durante la scorsa settimana l’Italia sembra essersi messa in mostra negativamente rispetto allo scenario politico-economico europeo. Il nostro paese, infatti, si è spostato al centro della scena nella crisi del debito europeo, togliendo pian piano il posto a paesi seriamente sconvolti dalla
Secondo le ultime notizie accertate, nella giornata di ieri Wall Street ha
Sul fronte macro, l’attenzione è per l’indice sulla fiducia degli imprenditori in Germania (Ifo) e in Francia (Insee) per il mese di luglio. Il primo è atteso in calo a 105,0 pts dai 106,3 pts di giugno, il secondo a 107,0 da 109,0.
Molti i dati odierni sul fronte macro: l’inflazione in Italia a maggio (atteso +0,1% m/m) ed in Eurozona (consensus invariato), le vendite al dettaglio nel Regno Unito (-0,6%), mentre in Svizzera è prevista la decisione sui tassi di interesse della Bance centrale.
Sul fronte macroeconomico, il focus va decisamente al dato Istat relativo alla produzione industriale italiana di aprile: le attese indicano una crescita dello 0,1% congiunturale, in rallentamento dallo 0,4% di marzo, e del 2,1% tendenziale, contro il 3,1% del mese precedente.
I banchieri centrali delle principali aree economiche mondiali tornano a esprimere preoccupazione sulla volatilità che ha di recente caratterizzato il mercato delle commodities, di cui va meglio valutata la ricaduta sull’inflazione in una fase in cui alcune economie emergenti potrebbero mostrare segnali di surriscaldamento.
Sul mercato dei cambi, questa mattina l’euro è in lieve ripresa dopo il netto calo di ieri che lo ha depresso fino a ridosso di 1,45 sul dollaro dopo che
Sul mercato dei cambi, l’euro è in leggero calo nei confronti del dollaro e dello yen sul finire della seduta asiatica, ma è sostenuto contro una sterlina in generale più debole poichè sono diminuite le attese di un aumento dei tassi da parte della BoE dopo i dati sorprendentemente deboli sulla manifattura del Regno Unito.
Nella giornata di ieri l’incorcio valutario eur/usd ha messo a segno nuovi rialzi portandosi cosi subito sotto quota 1,48, facendo i nuovi massimi dell’anno. Dopo alcune sedute di consolidamento intorno a quota 1,45-1,46, la moneta unica ha ripreso forza grazie soprattutto alle politiche adottate dagli Usa.
Sul mercato dei cambi, l’euro è sulla parità sulla scia delle dichiarazioni del presidente della Bce Jean-Claude Trichet in un’intervista in cui ha detto di condividere interamente la tesi secondo cui un dollaro forte sia nell’interesse degli Stati Uniti.
Sul mercato dei cambi, sulle piazze asiatiche l’euro è scivolato nei confronti del dollaro in area 1,4450, rimanendo tuttavia non lontano dai massimi degli ultimi 15 mesi, con l’attesa di perdite limitate date le divergenti prospettive delle politiche monetarie di Zona Euro e Stati Uniti che sostengnono la moneta unica.