Il Portogallo come la Grecia, varato il piano austerity, l’euro scende
13 maggio 2010 da Pierluigi C
Dopo il piano di austerity varato dai vertici del governo greco, definito dallo stesso primo ministro Papandreu un piano ”lacrime e sangue”, arriva ora anche l’altra grande malata europea a fare compagnia al paese ellenico, il Portogallo.
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Il tira e molla è durato per settimane, forse troppe, e tale andamento indeciso ha mandato in subbuglio i mercati finanziari che hanno perso la bussola, bruciando diversi miliardi di euro. Alla fine l’Ue, il Fondo monetario internazionale e la Gecia sono riusciti a definire i dettagli per il piano di risanamento, che prevede aiuti internazionali per 110 miliardi di euro circa per i prossimi 3 anni.
I prossimi due anni peseranno come macigni sulle tasche dei cittadini greci, in quanto in questi giorno si stanno tenendo gli incontri tra il governo e i vertici sindacali per delineare le nuove politiche di tagli agli stipendi.
Nessuno vuole lasciar sola la Grecia, ma tutti affermano che si possano evitare misure straordinarie di aiuti. E’ ciò che sostiene il presidente dell’ Eurogruppo Junker,che afferma che «se dovesse servire siamo pronti ad assumere misure coordinate e decise, ma non ritengo che queste misure si renderanno necessarie».