Risparmio fondi: ETF obbligazionari per coprirsi da futuri aumenti tassi
Sono arivati anche in Italia i nuovi ETF (exchange traded found) obbligazionari short, facendo cosi per la prima volta il loro ingresso a Piazza Affari, dopo il successo avuto in Francia con oltre 200 milioni di euro raccolti da gennaio a marzo 2010.
Gli ETF sono, in generale, strumenti finanziari quotati nei mercati che appartengono alla classe dei fondi comuni di investimento aperti indicizzati. Essi sono finalizzati a riprodurre fedelmente l’andamento del benchmark, attuando quindi una gestione ”passiva”.
La differenza che li distingue dai fondi è che gli ETF sono negoziati in continua come un’azione, e ciò li rende liquidi, trasparenti e facilmente controllabili nella valutazione da parte di chiunque. Questi possono essere acquistati e venduti nella medesima giornata, proprio come un’azione, a prezzi perfettamente noti.
I nuovi ETF quotati su Borsa Italiana sono 6 ed emessi da Amundi. Gli strumenti replicano l’andamento giornaliero degli indici Short EuroMts Eurozone Government Broad per tranche di scadenze da 1 a 15 anni, permettendo agli investitori di prendere posizione su parte o sulla totalità della curva dei tassi dell’area euro. L’indice è rivisto mensilmente, ed è composto dai titoli emessi dai governi della zona euro.
Il periodo di tassi eccessivamente bassi, dettati dalla crisi finanziaria, ha spinto la creazione di suddetti ETF. Secondo Antonio Volpe, responsabile Etf Business Unit di Amundi Sgr “nell’attuale quadro di tassi particolarmente bassi abbiamo voluto dare una valida risposta sia all’investitore che vuole coprire il proprio portafoglio dal rischio di rialzo dei tassi, sia a chi intende cavalcare uno scenario di questo tipo, beneficiandone. In generale sono uno strumento molto efficiente per attori quali gestori patrimoniali, private banker, family office che non possono utilizzare derivati per limiti legali e di back office”.
Come tutti gli strumenti però prevedo rischi e benefici. Vediamo prima, secondo lo stesso Antonio Volpe, quali sono i benefici che ne derivano: “Innanzitutto, offre la possibilità di fare strategia “derivate” senza far uso di future o di opzioni. Inoltre, l’accesso a questo tipo di strategia avviene a un costo conveniente (il Ter annuale sugli Etf obbligazionari short di Amundi è pari allo 0,14% contro lo 0,17% degli ETF obbligazionari dei concorrenti)”.
Ecco invece i rischi: “Il primo è ovviamente un rischio di mercato e cioè che lo scenario di rialzo dei tassi non si realizzi, il secondo è il rischio controparte che occorre sottolineare, come per tutti gli ETF che usano la replica sintetica di indice (swap based ETF, è limitato al valore del mark-to-market dello swap e non può mai superare, in base alla direttiva Ucits III, il 10% del Nav (net asset value) del fondo”.
Per l’utilizzo di tali strumentio finanziari la propensione al rischio non è elevata, anche se bisogna tenere in considerazione che aumenta all’aumentare della scadenza dei titoli di Stato in questione.
I nuovi ETF obbligazionari short proposti da Amundi ETF, tutti valutati in euro:
AMUNDI ETF SHORT GOVT BOND EUROMTS BROAD ter:0,14% isin: FR0010821850, codice alfanumerico: SB0
AMUNDI ETF SHORT GOVT BOND EUROMTS BROAD 1-3 0,14% FR0010821876 S13
AMUNDI ETF SHORT GOVT BOND EUROMTS BROAD 3-5 0,14% FR0010823401 S35
AMUNDI ETF SHORT GOVT BOND EUROMTS BROAD 5-7 0,14% FR0010823443 S5B
AMUNDI ETF SHORT GOVT BOND EUROMTS BROAD 7-10 0,14% FR0010823450 S71
AMUNDI ETF SHORT GOVT BOND EUROMTS BROAD 10-15 0,14% FR0010823385 S10
Fonte: FactSet
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Tags: etf, fondi, investimenti, risparmio



