L’ultima seduta della settimana si è trasformata in un fuoco di paglia per Piazza Affari che è rimasta più indietro degli altri mercati europei. Dopo aver trascorso gran parte della seduta in territorio ampiamente positivo, gli indici domestici hanno ripiegato dai massimi tanto da riportarsi a ridosso della parità.

A penalizzare il nostro mercato è stato il movimento di inversione registrato dai titoli del settore bancario che hanno cambiato direzione di marcia, con le uniche due eccezioni di Intesa Sanpaolo e di Ubi Banca che hanno chiuso in luce verde, con un frazionale rialzo dello 0,16% e dello 0,1%. In rosso Mediobanca e Monte Paschi che hanno ceduto lo 0,57% e lo 0,87%, preceduti da Banca Popolare di Milano e da Unicredit che sono scesi rispettivamente dell‘1,17% e dell‘1,41%, ma ad avere la peggio è stato Banco Popolare con una flessione del 2,57%.
I bancari hanno ripiegato in quest’ultima seduta della settimana, di riflesso ai timori ancora vivi legati non solo alla crisi di Dubai ma anche alle difficoltà di alcuni Paesi europei, con particolare riferimento al loro indebitamento.
Intanto a richiamare l’attenzione sui bancari in questi giorni ci ha pensato Societè Generale che ha acceso i riflettori su diversi protagonisti del comparto a Piazza Affari. Il broker ha avviato la copertura su Unicredit con una raccomandazione “hold” e un prezzo obiettivo a 2,4 euro. L’atteggiamento di cautela degli analisti è legato al fatto che il titolo potrebbe essere messo sotto pressione nel breve termine per via dell’operazione di aumento di capitale del gruppo.

Fonte: Trend-online.com

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