euroContinua a dominare un solo parere sulla moneta unica: Vendere. A pesare questa settimana è stato il piano di austerity varato dal Portogallo, che vedrà tagli alla spesa molto simili a quelli attuati dal governo greco.

I fondi recuperati dall’Ue e dal Fmi che si aggirano intorno ai 750 miliardi di euro per aiutare gli stati che necessaitano di sostegni finanziari, non sono bastati a ridare fiducia nella moneta unica, che continua a sorprendere in negativo, senza dare sessun segnale chiaro per una battuta d’arresto.

Molti analisti ed economisti prima ancora che l’euro/dollaro scendesse sotto 1,35 davano il cambio sotto 1,3 alla fine della primavera. Il problema è che siamo appena a metà della stagione dei fiori e il cross è sceso già al di sotto di 1,24, e in maniera piuttosto decisa nel giro di poche ore.

Come si nota dal grafico giornaliero la discesa nella settimana che sta per concludersi è stata costante, perdendo da lunedi il 5%, passando da 1,31 di inizio settimana fino a rompere 1,24. L’ultimo supporto superato era posto a quota 1,253, toccata per l’ultima volta nel marzo 2009. A questo punto il nuovo supporto nel breve periodo viene spostato a 1,245, quota che non vede il cambio dall’ottobre del 2008.

L’RSI a 14 periodo è in zona di ipervenduto, che potrebbe far scattare un  segnale di un possibile rimbalzo nelle prossime ore. L’intonazione rimane, nonostante ciò, ribassita, con il trend di breve-medio periodo che rimane all’interno del canale negativo.

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