Le azioni dei due maggiori istituti italiani nell’ultimo periodo hanno sottoperformato rispetto alle altre banche e sono sui livelli del marzo 2009. Secondo i report delle banche d’affari, Intesa Sanpaolo e Unicredit hanno margini di crescita. Per la prima, si prevede un target intorno a 2,5, per la seconda in area 3.

I due big, si legge in un articolo di Mi.Fi., hanno sottoperformato il comparto bancario europeo; a fronte di un calo del settore del 15% da inizio anno, Intesa Sanpaolo deve fare i conti con un saldo negativo del 37% e Unicredit di poco piu’ del 33%. Ora trattano a multipli convenienti: Intesa Sanpaolo a 6,8 volte il rapporto prezzo/utili 2011, mentre Unicredit a 5,9 volte con una capitalizzazione inferiore alla meta’ del valore di libro. Le italiane dovrebbero colmare parte di questo gap, almeno stando ai giudizi delle banche d’affari, che proiettano Intesa Sanpaolo a un target price medio di 3,18 euro (+50% circa rispetto alla quotazione attuale) e Unicredit a 2,54 euro (+54%). In tema di capitale le due italiane si sono portate in una situazione di tranquillita’, anche in vista della stretta di Basilea 3. Per entrambi gli istituti il Core Tier 1 si e’ collocato attorno all’8,5%.

Oggi intanto i titoli in borsa viaggiano in territorio negativo. Persistono i timori legati all’Ungheria e ciò pesa soprattutto sugli istituti, esposti nel paese. Unicredit perde l’1% circa a 1,55 euro per azione, Intesa si mantiene sotto i 2 euro a 1,97 euro per azione perdendo l’1,5%.

fonte dati borsaitaliana.it

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