Quella appena conclusa è stata una settimana dura per tutti i mercati, con i principali indici azionari mondiali che hanno preso una brutta piega dopo l’ondata positiva di acquisti arrivata nella giornata di lunedi.

Infatti dopo l’accordo raggiunto domenica 9 maggio a riguardo del piano di aiuti messo a disposizione dalla Ue e dal Fmi, che prevede 750 miliardi per i paesi che rischiano il default o che hanno elevati rapporti debito/pil, deficit/pil, gli investitori sull’onda dell’entusiasmo hanno assunto posizioni long (acquisto) su tutti i titoli quotati nelle principali borse, dal comparto bancario a quello industriale, facendo schizzare al rialzo i listini con guadagni che hanno superato abbondantemente il 5%.

Dopo questa giornata all’insegna della positività le borse hanno avuto un brusco arresto, precipitando nuovamente nel corso della settimana a ridosso dei livelli raggiunti nel venerdi pre-accordo Ue/Fmi.

Lo scetticismo è tornato a farla da padrone soprattutto dopo le parole del cancelliere tedesco Angela Merkel che venerdi ha detto che il Vecchio Continente e’ ancora in una situazione molto seria e il successo del piano anti-crisi non e’ garantito. Nuova ondata di vendite e borse a picco.

A Milano il Ftse Mib ha archiviato la seduta in calo del 5,26% a 19781 punti. In rosso anche gli altri indici europei con il Cac-40 di Parigi -4,59%, il Dax di Francoforte -3,12%, Ibex di Madrid -6,64% e il Ftse 100 di Londra -3,14%.

L’andamento del nostro listino principale ftse/mib ha chiuso la settimana al di sotto dei 20.000 punti, facendo scattare su molte posizioni lo stop-loss e sottolineando un trend molto debole per il paniere. Dal punto di vista operativo diventa difficile gestire il rischio, perchà la volatilità è sempre molto spinta e la possibilità di movimenti improvvisi è davvero concreta. La conferma sotto 20.000 punti offrirà probabilmente lo spazio per una speculazione short, con possibile estesione della discesa fino a quota 19.500.

La moneta unica europea ha perso drasticamente tonicità, facendo scendere tutti i cambi sui minimi dell’ultimo anno-anno e mezzo. Il cross euro/dollaro scende addirittura sotto 1,24, euro/yen sotto 115, euro/sterlina 0,85. Gli analisti vedono un periodo ancora debole per la moneta del vecchio continente, che spingerebbe l’eur/usd a 1,2 nelle prossime settimane.

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