Dopo i dati sui conti, il titolo di piazza Cordusio arriva a toccare oltre 6 punti percentuali, a 2,16 euro per azione. Queste le parole dell’amministratore delegato Profumo dopo la pubblicazione delle trimestrali: i dati de bilancio permettono ”di posizionarci nella giusta direzione per cogliere le opportunità che verranno dalla ripresa economica.

Una ripresa che ci aspettiamo arriverà a partire dalla fine del 2010 e proseguirà nel 2011”. L’ad continua a puntare forte sulla qualità degli asset di paesi del centro-est europa come Polonia, Repubblica Ceca, Turchia, Russia.

L’utile netto risulta essere pari a 1,7 miliardi di euro, in calo rispetto al 2008. Il mergine di intermediazione (composto dalla somma di interessi attivi e passivi, rettifiche nette su crediti, dividendi e altri proventi, ricavi netti per servizi, profitti e perdite da operazioni finanziarie, altri proventi netti di gestione)  è cresciuto del 2,6% a 27,57 miliardi di euro. I costi operativi scesi dell’8,2% rispetto all’anno precedente assieme alla spesa per il personale -8,3%. Il core tier 1 ratio (che è la componente primaria del capitale di una banca) a quota 7,62%, ”utili, miglioramento delle riserve e riduzione degli attivi ponderati pel rischio hanno significato una crescita di oltre un punto percentuale rispetto al 2008”. I dividendi proposti all’assemblea saranno pari a 0,03 centesimi di euro per ogni azione posseduta.

I risultati di Unicredit hanno sostenuto i buon l rialzo di un altro titolo bancario, Intesa San Paolo, in rialzo di piu di 2 punti percentuali, a 2,93 euro per azione.

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