Telecom Italia ha chiuso i conti relativi al 2009 con utili per 1,58 miliardi di euro, in calo di 596 milioni rispetto al 2008. Tale riduzione è da imputare al regime fiscale applicato alla tlc che non ha beneficiato di alcuni sgravi, a maggiori imposte d’esercizio e per la svalutazione di Hansenet.

I risultati sono comunque migliore delle aspettative, infati gli analisti attendevano utili per 1,2 miliardi di euro. I ricavi risultano essere pari a 27,16 miliardi, l’utile ante imposte 3339 miliardi, e ebitda pati 11 miliardi. Il debito finanziario netto è peggiorato, con l’aumento da 34,039 miliardi nel 2008 a 34,747 nell’anno dell’ultimo bilancio. La società proporrà ai propri azionisti dividendi per 5 centesimi per le ordinarie e 6,1 centesimi per le risparmio.

Soddisfatto l’amministratore delegato Franco Bernabè, che ha dichiarato: “I risultati raggiunti nel corso del 2009 sono molto soddisfacenti, alla luce dei profondi cambiamenti attuati sul business mobile sia in Italia sia in Brasile. La capacità di recuperare efficienza ha permesso al gruppo di raggiungere gli obiettivi di profittabilità e consente di guardare al 2010 con maggiore serenità. I risultati dell’ebitda e della riduzione del debito sono stati raggiunti “grazie a un incisivo controllo dei costi e a un continuo recupero di efficienza. Tali risultati hanno consentito alla società tlc di remunerare i suoi azionisti con un monte dividendi di circa 1 miliardo di euro”.

Obiettivi per il 2012 incrementare mediamente i ricavi dell’1%, ebitda previsto a 12 miliardi e progressiva diminuzione del debito che lo porterà a 28 miliardi di euro. L’ad Bernabè durante il suo commento afferma0: “La riduzione del debito darà maggiore flessibilità a Telecom Italia, che così riuscirà aumentare i dividendi futuri. L’aggiornamento del piano industriale al 2012, focalizzato sul mercato domestico e sul Brasile ci permette di indicare un target di operating free cash flow su fatturato a fine periodo pari al 26%, tra i più elevati fra le società europee e di confermare la riduzione di 5 miliardi di debito entro il 2011 così come previsto nel piano presentato a fine 2008″.

In borsa il titolo arriva a guadagnare il 3%, e alcune sim esprimono il loro giudizio a riguardo delle future quotazioni:

Equita sim: ”La nostra valutazione a 1,25 euro per azione diventerebbe quantomeno più visibile. Valuteremo aggiustamenti di valutazione e modello dopo la presentazione di oggi”.

Intermonte: “Confermiamo la nostra raccomandazione buy in ottica speculativa, con un target price a 1,3 euro sul titolo”.

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