Dopo una riunione durata più di 10 ore, l’Ecofin ha varato un maxi-piano per risollevare le sorti dell’euro. Questo prevede aiuti prestiti bilaterali per un totale di 750 miliardi per gli stati in difficoltà e che rischiano di non riuscire a pagare i debiti.

60 ne arriverano dalle casse dell’Ue, 250 dal Fondo monetario internazionale e i rimanenti verranno iniettati grazie ad acquisti effettuati dalla Bce su titoli di Stato.

In comunicato della Bce si legge che le mosse attuate saranno indirizzate a ”effettuare interventi sui mercati di titoli pubblici e privati dell’area euro per assicurare l’ampiezza e la liquidità di questi segmenti di mercato che risultano compromessi. L’obiettivo è intervenire sui malfunzionamenti e ripristinare l’appropriato meccanismo di trasmissione della politica monetaria. La portata degli interventi verrà determinata dal Consiglio direttivo”.

Quello appena concluso è il piano di risanamento più impegnativo nella dimensione economico-politica nella storia della Comunità europea, necessario per risanare la zona euro in balia dei rischi default e della svalutazione della moneta.

Le borse volano sulla notizia del piano. A Milano i bancari vengono sospesi per eccesso di rialzo, con Unicredit arrivata a guadagnare oltre il 18%, Intesa il 17%, e le altre del setttore con si spingono oltre il 10%. I rialzi si attestano mediamente tra il 3% e il 6%, conivolgendo tutti i comparti. Il nostro ftse/mib salta del 9%, tornando sopra i 20.000 punti.

L’euro/dollaro guadagna più del 2%, riagguantando quota 1,3. Euro/yen +4%, al di sopra di 121.

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