Il periodo di difficoltà che sta colpendo l’intera Europa, influenzerà in meniera negativa la riduzione del debito pubblico messa in atto dall’Italia nell’ultimo periodo, anche se il nostro paese risulta essere meno esposto a drastiche politiche per ottenere tali risultati.

In effetti la penisola non avrà bisogno di un “aggiustamento di bilancio brutale” che riguarderà altri paesi dell’Unione europea. Gli obiettivi  prefissati di crescita del pil dell’1% nel 2010 e dell’1,5% nel 2011, per Moody’s sono ”raggiungibili”. Però quest’ultimo afferma che l’ottenimento di un aumento del rating è possibile solo se il governo riuscirà a portare il saldo primario ( entrate meno uscite al netto degli interessi sul debito pubblico) in positivo e a riportare il debito/Pil su un trend discendente, ridurcendo cosi i costi di finanziamento del debito.

Alexander Kockerbeck, vice presidente dell’agenzia di rating dice a proposito: “Il governo italiano andrà incontro a qualche sfida per correggere gli elevati livelli di indebitamento pubblico dato l’attuale contesto di bassa crescita economica, tutt’altro che propizio al raggiungimento di tale obiettivo”. Un analista dell’agenzia afferma: “Sembra che il governo italiano abbia margini considerevoli per risparmi nel bilancio pubblico. L’ampiezza in cui li utilizzerà sarà determinante per…tornare a generare solidi avanzi primari come nel passato, invertendo la traiettoria del debito. L’ampiezza dello sforzo necessario per raggiungere questo obiettivo nei prossimi anni non sembra al di fuori dai precedenti storici e dovrebbe essere politicamente fattibile”.

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