L’espulsione dei paesi che versano in uno stato economico-finanziaro negativo potrebbe essere assolutamente deleterio per l’intera Comunità europea e, ancor di più, se si arrivasse al default di tali paesi.

A pensarlo è il governatore della Bundesbank e membro del board della Bce, Axel Weber, che durante un’intervista rilasciata alla Bild ha affermato: “Nell’attuale situazione, l’impatto sui mercati finanziari e su altri Stati sarebbe incalcolabile. Il meccanismo di aiuti finanziari collegati a rigide condizioni sono la soluzione migliore per tutte le parti coinvolte”.

Se si verificasse un tale scenario non solo si perderebbe credibilità nei confronti degli altri stati internazionali (una comunità che non aiuta i propri paesi aderenti non sarebbe una comunità), ma si avrebbero ripercussioni sulla moneta unica in maniera a dir poco devastante. Gli impatti sarebbero distruttivi sia per quanto riguarda l’aspetto finanziario (svalutazione con conseguente tzunami su tutti i mercati, mobiliari e immobiliari) ma anche a livello socio-economico, con prezzi e stipendi che perderebbero la bussola, ricacciandoci ancor più decisamente nell’incubo della crisi.

Tanta fatica si sta facendo per attuare politiche che non ledano  cittadini e gli stati stessi, in modo da rimettere in carreggiata una economia che ha rischiato di collassare negli ultimi tre anni, e che continua a vacillare.

Distanza massima, in questo senso, da tutte quelle voci che vorrebbero far pulizia all’interno dell’Europa allontanando i paesi malmessi, e che costerebbe un prezzo troppo alto per il vecchio continente che ha, ricordiamolo, la moneta unica più giovane del mondo.

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