Il Consiglio direttivo della Banca centrale europea ha deciso di non alzare i tassi d’interesse per favorire la ripresa.

I tassi d’interesse nella zona euro rimangono quindi al minimo storico, l’1%. Anche il tasso sui depositi e quello marginale rimarranno invariati, rispettivamente al o,25% e all’1,75%.

Nella tradizionale conferenza stampa che segue l’annuncio su tassi, Trichet, il numero uno della Bce, ha chiarito che la decisione è stata presa alla luce dei dati sull’economia europea degli ultimi mesi del 2009 e sui primi dati del 2010. Si segnala una crescita, “ancora incerta è instabile” ha avvertito però Trichet, ed è fondamentale, per sostenerla, tenere contenuta l’inflazione. La banca centrale ha deciso di contenerla entro il 2%.

I maggiori problemi nella zona europea, come emerge dai dati della Bce, riguardano il settore dell’occupazione, che anche quest’anno difficilmente potrà ridursi. Le imprese stanno ripartendo, ma si prenderanno alcuni mesi prima di ampliare nuovamente gli organici, temendo nuove crisi. Perciò l’Europa e la Banca Centrale, sostiene Trichet, devono lavorare duramente per favorire la crescita stabile. “Ma per fare ciò – ha concluso Trichet – servono le riforme dei vari paesi europei, così come va rispettato il trattato di Mastricht che prevede di mantenere il livello di deficit/pil sotto il 3%”. Molti i paesi “fuorilegge”: Grecia, Spagna, Portogallo. L’Italia è lì in bilico.

Fonte: corriereweb.net

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