Nei prossimi tre anni i fondi immobiliari chiusi che non vorranno adeguarsi alla manovra dovranno liquidare le proprie posizioni. E’ quanto deciso da uno degli emendamenti depositati in Senato dal relatore e presidente della commissione Bilancio Antonio Azzollini.

La manovra prevede sin dall’origine una stretta sui fondi immobiliari “veicolo” che ricorrono alla ristretta base partecipativa per godere di particolari benefici fiscali.

La manovra introduce un’imposta sostitutiva del 5 o del 7% applicata sulla media dei valori netti del fondo che risultano dai periodi d’imposta 2007-2009. La sostitutiva del 5% vale per le società di gestione del risparmio che si adeguano alle nuove regole civilistiche. In caso di liquidazione si applica il 7%. Nel caso in cui si voglia liquidare, le società di gestione avranno tre anni di tempo per completare le operazioni di cessione e non più 30 giorni dall’emanazione del decreto attuativo.

L’imposta sostitutiva dovuta non sarà più del 7 ma del 19%. Varrà ai fini delle imposte dirette e dell’Irap e sarà calcolata sui risultati conseguiti al primo gennaio 2010.

L’emendamento interviene anche sul prelievo delle imposte indirette applicabile sia alla cessione del patrimonio immobiliare sia delle quote in caso di liquidazione.

Nel caso di liquidazione delle quote le minusvalenze saranno fiscalmente irrilevanti. Con le plusvalenze la ritenuta sarà applicata al netto della nuova imposta sostitutiva versata.

fonte dati reuters

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