Nonostante i risultati registrati siano sotto le attese, Enel ha riscontrato nel 2009 utili netti per 5, 395 miliardi di euro (+1,9% annuo). Ebitda e debiti già erano noti al mercato, e sono stati pari rispettivamente a 3,56 miliardi e 50,9 miliardi. Il consiglio di amministrazione ha proposto ai suoi azionisti un dividendo di 0,25 euro per azione, in discesa rispetto a quelli del 2008, che prevedevano 0,49 euro per ogni azione detenuta.

Ciò deriva dalla politica messa in atto dal gruppo energetico che prevede distribuzione dei dividendi pari al 60% dell’utile netto ordinario del gruppo.

Il piano industriale per gli anni 2010-2014 è stato così programmato: utile atteso per il 2010 a 4 miliardi, nel 2011 a 4,1 miliardi e nel  a 5,4 miliardi di euro. Nel periodo 2010-2011 è previsto un ebitda di 16 miliardi, mentre per il 2014 di 14 miliardi. Nel 2010 verranno destinato 7 miliardi per la riduzione del debito. Gli investimenti previsti entro il 2014 sono pari a 30 miliardi.

Procede l’operazione che prevede l’integrazione delle attività di Endesa e di Enel Green Power (Egp) nel settore delle energie rinnovabili in Spagna e Portogallo. La società che nascerà avrà un portafoglio così diversificato tra le seguenti energie rinnovabili: 88% eolico, 4% mini-idro, 1% fotovoltaico e 7% di impianti di cogenerazione e alimentati a biomasse.

Il mercato, duranta la giornata della pubblicazione,  ha confermato di non aver acccettato di buon grado i risultati, rispondendo con vendite che hanno raggiunto il -1,2% a 4,15 euro per azione. Gli analisti si esprimono sul titolo con il giudizio ‘interessante’.

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