Commissione Ue, Merkel e Sarkozy contro la speculazione
Nella lettera indirizzata al presidente della Commissione Ue, Jose Manuel Barroso, il cancelliere tedesco Angela Merkel e il presidente francese Nicolas Sarkozy hanno chiesto che si discuta nelle prossime riunioni indette dalla Commissione, la possibilità di porre uno stop alla vendita allo scoperto (shortselling) su azioni e titoli di stato.
Con lo shortselling si da la possibilità a chiunque voglia investire di poter vendere un prodotto finanziario sul mercato senza la necessità di detenerlo in portafoglio e quindi esserne proprietari. Nelle fasi orso colui che non è in possesso, per esempio, di azioni Fiat può ottenerle in prestito dalla propria banca (alle quali verrà applicato un interesse), potendo così ottenere un guadagno dal movimento al ribasso che il sottostante ha generato.
Una tale richiesta ha l’obiettivo di far cessare l’eccessiva speculazione che ha preso piede nell’ultimo periodo, in concomitanza con le crisi degli stati della zona euro, in modo da rendere meno volatili le forze finanziarie agevolando il raggiungimento della stabilità economico-finanziaria in maniera più rapida ed efficiente, senza che le fluttuazioni dei mercati possano influenzare in maniera negativa le scelte degli investitori e quelle delle istituzioni.
I pareri della Commissione europea sembrano essere favorevoli: “Accogliamo con favore il senso di urgenza che viene manifestato da Parigi e Berlino in questa lettera”, ha riferito una portavoce della Commissione. “Accogliamo favorevolmente l’appoggio alle nostre idee espresso dalla lettera”.
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