Il tira e molla è durato per settimane, forse troppe, e tale andamento indeciso ha mandato in subbuglio i mercati finanziari che hanno perso la bussola, bruciando diversi miliardi di euro. Alla fine l’Ue, il Fondo monetario internazionale e la Gecia sono riusciti a definire i dettagli per il piano di risanamento, che prevede aiuti internazionali per 110 miliardi di euro circa per i prossimi 3 anni.

Il governo greco per riuscire a risanare i debiti accesi, e abbassare il rapporto defiti/pil, attiverà tagli alla spesa pubblica per 30 miliardi, riducendo il deficit stesso di 11 punti percentuali in quattro anni, nei quali è previsto un aumento del debito pubblico del 140% del Pil, per poi iniziare una lenta discesa verso paramentri più accettabili.

Il primo ministro greco Papandreou riconosce la difficoltà del piano per i cittadini ellenici, ma allo stesso tempo cerca di diffondere fiducia: “Abbiamo costruito un meccanismo di supporto dal niente. Pochi giorni fa abbiamo chiesto la sua attivazione e oggi ratifichiamo l’accordo. Si tratta di un pacchetto di aiuti senza precedenti per uno sforzo senza precedenti da parte del popolo greco”. Papandreou ha sottolineato che i sacrifici saranno necessariper salvare il paese: “Questi sacrifici servono per darci respiro e il tempo necessario per fare grandi cambiamenti”.

Contrastate le reazioni dei vertici governativi europei. Barroso dimostra di essere fiducioso nel piano di aiuti, e si augura che vengano attivati velocemente. La Merkel invece tende a sottolineare la drammaticità della situazione, affermando che paesi come Portogallo, Spagna e Irlanda dovrebbero far tesoro del periodo nero, onde evitare in futuro spiacevoli sorprese proprio da parte di questi ultimi.

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