C’è scetticismo sul piano Grecia, Obama lo promuove
Dopo l’accordo raggiunto nelle ultime ore con i 110 milardi messi a disposizine della Grecia per i prossimi tre anni, sono svariati i commenti a caldo che hanno come obiettivo proprio il risanamento dello stato ellenico.
Il presidente Usa, Barak Obama, tramite una nota diffusa dalla casa Bianca, si è espresso “soddisfatto per l’ambizioso programma di riforme varato dalle autorità greche, così come per il significativo sostegno accordato dall’Fmi e dai Paesi membri dell’Eurozona”. Anche per il ministro dell’economia Tremonti, che nei giorni scorsi ha descritto gli aiuti necessari, perchè ”se la casa del tuo vicino prende fuoco, anche se è una casa piccola e magari è colpa sua, non ti conviene fare finta di niente, ma ti conviene, se ce l’hai e noi ce l’abbiamo, dargli l’estintore perché sennò il fuoco arriva anche a casa tua”, ha giudicato l’accordo ”positivo”. La Bce ha definito il piano utile e necessario per far tornare la stabilità all’interno della Grecia e anche all’interno dell’Europa.
Le frecciatine continuano però ad arrivare dalla Germania, che attraverso dichiarazioni del ministro delle finanze Wolfang Shaeuble, ha detto ”sono certo che i contribuenti tedeschi non subiranno perdite se il programma di aiuti verra’ sistematicamente implementato e mi aspetto che la Grecia non avra’ bisogno di altri aiuti”. Come a dire noi abbiamo dato e non ci vogliamo rimettere, ora fatti vostri.
Si cominciano a fare i primi conti, e secondo un’analisi di Wall street Italia, saranno necessari 2.000 milardi per i prossimi tre anni volti a risanare le casse dei PIIGS. Il problema è che il Fondo monetario internazionale ne ha disposizione ‘solo’ 700, e la Ue avrebbe notevoli resistenze, nel caso in cui vi fosse bisogno di nuovi aiuti, da parte della Germania.
Questa, quindi, è solo la fine del primo capitolo…
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