Cambi e macroeconomia: importanti dati in uscita e riunione Fed, euro in recupero
21 giugno 2011 da Pierluigi C
Dal lato macro inizia oggi la raffica di indagini congiunturali di giugno nei vari Paesi della Zona Euro. In mattinata è la volta dello Zew, cui faranno seguito l’Ifo e i Pmi. Per lo Zew tedesco, sulla base di indicazioni di analisti e investitori, le attese sono di una lettura a -2,0 dal 3,1 di maggio.
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Sul mercato dei cambi, l’euro è sotto pression, con i mercati nuovamente preoccupati per i problemi del debito dell’Eurozona e per l’ipotesi di Moody’s di ridurre il rating delle grandi banche francesi, mentre i fondi hedge scommettono su un ulteriore calo della moneta unica.
Ricca l’agenda macro di oggi, con l’inflazione di maggio nel Regno Unito, attesa in flessione allo 0,2% dall’1,0% del mese precedente, mentre nel pomeriggio dagli Usa sono previsti i prezzi alla produzione di maggio e le vendite al dettaglio sempre in maggio, attese in flessione allo 0,4% dal +0,5% di aprile.inflazione gb
Sul fronte macroeconomico, il focus va decisamente al dato Istat relativo alla produzione industriale italiana di aprile: le attese indicano una crescita dello 0,1% congiunturale, in rallentamento dallo 0,4% di marzo, e del 2,1% tendenziale, contro il 3,1% del mese precedente.
Pochi i dati macro in agenda oggi. In Eurozona è prevista la seconda lettura del Pil del primo trimestre 2011, in Germania la produzione industriale di aprile, attesa invariata, mentre negli Stati Uniti sono in arrivoi consueti dati settimanali sulle richieste di mutui e le scorte Eia di greggio.
Pochi i dati macro in agenda oggi, tra cui le vendite al dettaglio di Eurozona (attese +0,4%) e gli ordinativi industriali in Germania (+2%), entrambi riferiti ad aprile. In serata occhi puntati sul discorso di Bernanke da Atlanta, sulle prospettive economiche degli Stati Uniti, specie alla luce dei deboli dati visti la settimana scorsa che stanno alimentando le aspettative di affievolimento della ripresa del paese.
Giornata povera di dati macroeconomici, con il Sentix Index di giugno nell’Area Euro, atteso in calo a 9,3 pts dai 10,9 pts di maggio, e l’indice dei prezzi alla produzione di aprile sempre nell’Eurozona, previsto in crescita allo 0,8% dallo 0,7% precedente, mentre nel pomeriggio dagli Stati Uniti verrà reso noto il dato sul trend dell’occupazione di maggio.
Sul mercato dei cambi, l’euro si mantiene sui massimi delle ultime tresettimane contro il dollaro sopra 1,44, sostenuto dalle speranze che sia vicino un accordo per le misure di austerità della Grecia e per i progressi verso un nuovo pacchetto di aiuti.
Scarna l’agenda macro di oggi, che prevede il Pil del 1Q11 in Canada. Attesa in mattinata l’inflazione preliminare di maggio in Spagna, stimata in lieve flessione al 3,4% dal 3,5% di aprile su base annua. Continua a restare sotto i riflettori la questione della crisi debitoria della Grecia.
Dal lato macro questa mattina verranno comunicati l’indicatore M3 di aprile nella Zona Euro e gli indici di fiducia nel mese di maggio. Atteso in lieve calo il sentiment sull’economia dell’Eurozona a 105,7 pts dai 106,2 di aprile, come in lieve flessione è previsto il sentiment dei consumatori e la fiducia delle imprese.
Sul fronte macro, comunicato questa mattina in Germania l’indice Gfk sulla fiducia dei consumatori di giugno, che ha evidenziato un calo a 5,5 pts dal precedente 5,7 pts e sotto le attese degli analisti che si auspicavano una flessione limitata a 5,6 pts.
Sul mercato dei cambi, il biglietto verde si mantiene al record delle ultime sette settimane rispetto al basket delle principali controparti e all’euro, quest’ultimo in particolare penalizzato dal timore di un nuovo dilagare della crisi debitoria nell’unione monetaria.
Dal lato macro l’attenzione oggi sarà per le stime flash degli indici Pmi per il settore dei servizi e manifatturiero in Germania, Francia e Zona Euro per il mese di maggio. Le attese sono ancora per una buona espansione per entrambi i settori, anche se in alcuni casi in leggero rallentamento rispetto ad aprile.
Euro stabile questa mattina, al di sopra dei minimi da sette settimane sul dollaro toccati ieri. Ma secondo gli operatori la valuta unica resta soggetta a rischi ribassisti, per via dei persistenti timori legati alla situazione debitoria dell’area euro e alla possibilità di un’ulteriore smobilitazione delle posizioni lunghe.
Sul mercato dei cambi, nel corso delle ultime ore l’euro si è depresso nei confronti del dollaro fino ai minimi delle ultime sei settimane a 1,4046, appesantito dai persistenti timori sul debito dei paesi della Zona Euro e dai commenti del presidente della Bce Jean-Claude Trichet secondo cui l’inflazione ha toccato il suo punto massimo.