Continua la corsa all’oro: nuovo record storico
21 giugno 2010 da Pierluigi C
Da un anno a questa parte l’oro ha guadagnato quasi il 40% portandosi dai 920/950 dollari l’oncia che quotava nel giugno 2009 ai 1.265 dollari toccati nelle ultime ore. Mai prima d’ora la materia prima aveva superato suddetta quota, continuando una corsa che sembra avere ancora spinta per proseguire.
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In una settimana che inizia all’insegna dei rialzi, anche il greggio segue la scia delle principali borse europee guadagnando quasi 2 dollari al barile. Gli investitori sembrano avere per il momento dimenticato le tensioni che riguardano i paesi europei dando vita ad acquisti che coninvolgono la maggior parte dei comparti e mercati.
Il future sul petrolio WTI dopo la discesa messa a segno nella scorsa settimana, che ha perso 12 dollari dai massimi, è tornato a 77 dollari al barile, trovando cosi un supporto dinamico posto a quota 74 dollari. A causare una tale discesa è stato l’apprezzamento del dollaro, che nelle ultime settimane si è rafforzato in maniera decisa a fronte delle situazioni di crisi europea.
Il più grande mercato finanziario del mondo si chiama Forex. Sigla di Foreign Exchange Market ogni giorno è protagonista di quasi 3 mila miliardi di dollari di transazioni realizzate principalmente in dollari, euro, yen e sterline.
L’oro ha perso terreno nelle scorse ore dopo aver raggiunto il massimo delle tre settimane precedenti, arrivando a toccare quota 1.140 dollari per oncia. La causa principale è stata la cautela degli investitori relativamente ai dati USA dei libri paga aziendali per il mese di dicembre.
Mercati azionari senza verve all’indomani dei festeggiamenti che hanno accompagnato l´annuncio dell´avvio delle trattative con le banche per la ristrutturazione di 26 mld di dollari del debito in capo a Dubai World. Tra le valute ritraccia anche oggi lo yen con cross euro/yen a 131,43. Moneta giapponese che perde anche terreno nei confronti di tutte le principali valute (87,15 il cross dollaro/yen) dopo la decisione della Banca del Giappone di incrementare la politica di quantitative easing e le parole del primo ministro Yukio Hatoyama, che ha dichiarato che dopo il rafforzamento degli ultimi tempi, lo yen che non può essere lasciato “così com’è”.