Tiscali, con Soru si rivedono gli utili
11 aprile 2010 da Pierluigi C
Con il ritorno a fine 2008 del fondatore di Tiscali Renato Soru, i conti del gruppo riprendono colore, chiudendo il 2009 con un utile netto pari a 16,3 milioni di euro. Il rilancio commerciale e la ristrutturazione intrapresi, sembrano cominciare a dare i primi frutti.
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L’ultima seduta della settimana è stata caratterizzata da rialzi generalizzati, grazie alle tensioni allentate intorno alla questioe greca. Solo giovedi i listini sono stati trascinati al ribasso dalle banche elleniche, che sembravano in procinto di chiedere aiuti per 15 miliardi di euro allo Stato.
Quella di ieri è stata una giornata all’insegna del meno per tutti i mercati, trascinati in maniera decisa dalle ultime che arrivano dalla Grecia, che vedrebbero sempre più in difficoltà le banche elleniche a causa della fuga di capitali verso paesi esteri.
Dopo gli accordi raggiunti durante l’ultimo vertice tenutosi a Bruxelles da parte della UE, e che hanno fatto tirare il fiato a tutta l’Europa e alla Grecia stessa, ci pensa ora, a far risalire la tensione, l’agenzia di rating M0ody’s, che declassa ben cinque istituti ellenici per un indebolimento della propria struttura economica.
Un lunedi all’insegna del segno più, in una giornata in cui i listini europei hanno fatto registrare leggeri rialzi. Il paniere principale ftse/mib ha chiuso a +0,18%, attestandosi al di sopra dei 23000 punti, anche se durante la seduta è tornato per pochi minuti al di sotto di questi; in tal modo rimane positivamente intonato, mantenendosi al di sopra della media mobile.
Durante la seduta dell’ultimo giorno della settimana, i listini hanno chiuso intorno alla parità, con il nostro ftse/mib che ha fatto registrare un rialzo dello 0,13%, chiudendo appena sopra l’importante soglia psicologica dei 23000 punti.
I paesi aderenti alla Comunità europea hanno finalmente raggiunto un accordo per il salvataggio della Grecia. La bozza prevede che nel caso in cui il paese ellenico dovesse far ricorso a prestiti monetari, questi ultimi verrebbero emessi dal Fondo Monetario Internazionale e dai paesi della zona euro, che in tal caso si faranno carico della maggior parte degli oneri.
Una giornata all’insegna dei rialzi quella di ieri, che ha visto i listini europei chiudere con il segno più. A trascinare i mercati è stata la notizia arrivata da oltre oceano, che ha visto protagoniste le richieste americane dei sussidi di disoccupazione settimanali, risultate minori rispetto alla scorsa settimana.
Dopo i rialzi messi a segno la scorsa settimana, le borse europee sembrano voler tirare un po’ il fiato chiudendo intorno allo zero percentuale. I volumi sul nostro paniere principale sono stati bassi durante tutte le contrattazioni, a testimonianza della giornata incolore.
In Europa e in America i listini azionari fanno marcia indietro sulle incertezze che riguardano la Grecia e la decisione presa dalla Banca centrale dell’India di alzare i tassi d’interesse. Quest’ultima segue le politiche della Cina, le quali voglio spingere per un ritorno dell’inflazione.
I bond greci risultano essere in ribasso assieme ai buoni del tesoro pluriennali (btp), spinti dall’incertezza che riguarda la questione ellenica. In questi giorni la Grecia ha ha recuperato 17-18 punti base sull’Italia, e 16-17 sulla Gremania, per poi perderli nuovamente.
Nella seduta di ieri i maggiori listini europei hanno messo a segno un buon rialzo, derivante dal risultato positivo fatto registrare dall’indice Zew che misura la fiducia dei consumatori tedeschi, e da una nuova ondata di positività, che fa salire gli indici verso le resistenze.
Il titolo, di cui è azionista di controllo Confindustria, ha perso dal 2007 il 300%, quando toccò il suo massimo storico a 5,7 euro; oggi a quota 1,71 euro. Il gruppo editoriale ha chiuso il 2009 con un buco di 56,7 milioni, un rosso che nel campo dell’editoria non si era mai visto, mentre nel 2008 chiuse con utili per 16,7 milioni di euro.
L’inizio di settimana è stato caratterizzato da ribassi per tutti i listini europei, con il nostro ftse/mib che ha perso lo 0,85%; deboli i bancari con l’indice euro stoxx che perde lo 0,9%.