Banche, BCE pensa a cartolarizzazione prestiti Pmi
21 maggio 2013 da Giuseppe TGli istituti del Sud Europa erogano sempre meno prestiti e questo ha aggravato la crisi dell’economia di quest’ampia area dell’Eurozona. I dati diffusi l’altro giorno dalla Banca d’Italia confermano il trend negativo per il nostro Paese, dove tra il marzo del 2012 e il marzo del 2013 sono stati impiegati 38 miliardi di euro in meno tra imprese non finanziarie (-29 mld) e famiglie (-9 mld), portando a 1.461 miliardi la massa complessiva dei prestiti (-2,55%).
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Il membro tedesco al board della BCE, Joerg Asmussen, ha frenato ieri sera sull’ipotesi che Francoforte possa tagliare nuovamente i tassi di riferimento. 
Il salvataggio di Cipro passa per una misura draconiana imposta da Bruxelles. In cambio di 10 miliardi di euro di aiuti,
Più trasparenza, autonomia e semplificazione. Questo è quanto chiedono la European Banking Authority e la European Securities and Markets Authority, ossia le autorità bancarie e di vigilanza sul sistema bancario, che hanno svolto un lavoro comune sull’indice
Il vertice Ecofin di ieri non ha trovato un accordo sulla vigilanza accentrata nelle mani della BCE sulle banche dell’Eurozona. Quando sembrava che fosse alla portata, l’intesa è saltata momentaneamente per le resistenze della
In assenza di rinvii, dal primo gennaio 2013 entreranno in vigore i criteri più stringenti per le banche, previsti dal cosiddetto accordo di Basilea III. Questo obbliga gli istituti a un livello di patrimonializzazione superiore del 20%, rispetto a quanto già previsto da Basilea II.
Ieri, Intesa-SanPaolo ha pubblicato i risultati dell’ultima trimestrale. L’utile netto risulta in calo dell’11,9% a 414 milioni, per via del maggiore carico fiscale. Ma l’utile operativo è cresciuto del 45% su base annua a 2,27 miliardi, risultato a cui hanno contribuito i 623 milioni delle attività di trading (327 milioni solo per le operazioni di buy-back di obbligazioni proprie), i 195 milioni delle assicurazioni e il contenimento dei costi a 2,16% (-3%).
Cattive notizie giungono dal fronte spagnolo. L’agenzia di rating Fitch ha infatti scelto nuovamente di declassare il credito spagnolo portandolo a BBB. Una discesa partita qualche tempo fa che ha portato pian piano la nazione a passare dalla famosa A ad outlook sempre più negativi.
L’economia europea continua a guardare con enorme sospetto ai mercati, che pare pian piano si stiano distaccando dall’Euro. Difatti tutte le impennate rintracciate nei movimenti di mercati, secondo gli esperti possono essere ricondotte a movimenti esclusivamente correttivi su trend decrescenti che appaiono ben definiti.