Banche deboli in tutta Europa, tonfo di Deutsche Bank
10 settembre 2010 da Pierluigi C
Le borse europee sono tutte in rosso zavorrate dal comparto bancario che mette a segno importanti perdite dopo che sono arrivate indiscrezioni su un possibile aumento di capitale di Deutsche Bank.
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A dirlo al Corriere della Sera è il sindaco leghista di Verona, Flavio Tosi, che afferma che l’intenzione dei libici è quella di ”scalare il capitale, non di fare l’investitore istituzionale”, visto l’acquisto in due tranches del 5% attraverso la Banca centrale, prima, e del 2% con il fondo sovrano, dopo.
Nuovo taglio del rating per l’Irlanda arrivato nella notta da Standard & Poor’s. L’agenzia ha abbassato il giudizio ad AA- con outlook negativo.
Giornata all’insegna dei ribassi per i prncipali listini europei in una seduta in cui pesano i bancari. A Milano il titolo Unicredit arriva a perdere il 4% dopo i dati trimestrali pubblicati ieri.
Il gruppo finanziario Mediolanum ha chiuso il primo semestre con un utile netto di 85 milioni, in calo del 21% rispetto ad un anno prima.
Superato l’esame dello stress test per le cinque maggiori banche italiane mentre in Europa su 91 istituti in 7 non hanno superato il test. “Nel confronto con le altre banche europee, i coefficienti patrimoniali di partenza delle grandi banche italiane, pur ampiamente superiori ai minimi regolamentari, sono mediamente piu’ bassi.
Secondo alcune notizie trapelate dalla Banca d’Italia tutte le banche italiane avrebbero superato gli stress test, con l’ufficialità che arriverà però domani alle 18.00 a mercati chiusi. Le pagelle sarebbero ampiamente “sopra la sufficienza”, con voti differenti tra gli istituti.
Quella degli stress test potrebbe valere come un rilancio per i mercati, un risultato positivo darebbe nuova linfa al sistema finanziario e soprattutto potrebbe rilanciare il sentiment che negli ultimi periodi si è drasticamente inclinato.
La Bce ha collocato ieri tutti i 111,237 miliardi di euro richiesti da 78 banche nell’operazione odierna di rifinanziamento a 6 giorni. L’operazione di fine tuning è servita a soddisfare le richieste di liquidità delle banche di zona euro, chiamate a restituire i 442 miliardi ottenuti un anno fa.
L’amministratore delegato di Unicredit, Alessandro Profumo, ha affermato che la crisi non intaccherà la solidità delle banche e anche quella della banca di Piazza Cordusio:
Il governatore della Banca d’Italia Mario Draghi ha affermato che ‘Le banche italiane sono in buone condizioni e hanno tutto da guadagnare dalla pubblicazione dei risultati dei cosiddetti stress test condotti per dimostrare la capacità di resistenza alle crisi finanziarie e ristabilire così la fiducia degli investitori.’
Sono state le prime a entrare nell’occhio del ciclone e a fare da campanello d’allarme a una crisi finanziaria che in pochi prevedevano e in molti scongiuravano.
La Procura di Roma indaga su alcuni rapporti sospetti tra lo Ior e dieci banche. Istituti di credito che vanno da Intesa Sanpaolo a Unicredit passando per banche piu’ piccole come Banca del Fucino, che ogni giorno, secondo quanto scrive oggi La Repubblica, scambiano operazioni per centinaia di milioni di euro con lo Ior.
Nel 2009 le emissioni nette di obbligazioni effettuate da societa’ italiane sono diminuite rispetto all’anno precedente, a 137 miliardi, dai 199 del 2008. Lo rende noto Bankitalia, secondo cui il calo dei collocamenti e’ riconducibile alla significativa riduzione delle emissioni da parte delle banche e delle altre societa’ finanziarie.
Bankitalia nella sua relazione annuale ha affermato che le esposizioni in bilancio delle banche italiane verso Grecia e Portogallo sono contenute (4,8 e 4,7 mld di euro) e costituite prevalentemente da titoli pubblici e privati; inoltre il Governo italiano ha anticipato i tempi della manovra di bilancio per conseguire gli obiettivi di indebitamento netto fissati per il 2011 e il 2012.
Il prossimo 26 e 27 giugno 2010 al G-20 di Toronto sarà presentato un progetto relativo a un nuovo fondo che servirà a garantire l’insolvenza delle grandi banche per evitare che il danno si possa ripercuotere sui contribuenti. La Commissione Europea ha cosi presentato il fondo: ”Questi fondi farebbero parte di un dispositivo più ampio volto ad impedire future crisi finanziarie e a rafforzare il sistema finanziario.
La Consob ha richiamato Unicredit, Intesa SanPaolo, Bnl, Banca popolare di Verona, Monte Paschi, poichè le politiche riguardanti la il collocamento di strumenti finanziari «sono risultate in larga parte imperniate su logiche di prodotto (quantitativi di prodotti da vendere, di norma di raccolta propria o del gruppo) anziché di servizio reso nell’interesse della clientela».
Sono molti i risparmiatori che in questi giorni si stanno preoccupando per i propri investimenti, temendo, specialmente per coloro che detengono fondi, che all’interno dei propri ‘tesoretti’ vi possano essere esposizioni rilevanti nei confronti dei PIIGS.