L’inizio di settimana è stato caratterizzato da ribassi per tutti i listini europei, con il nostro ftse/mib che ha perso lo 0,85%; deboli i bancari con l’indice euro stoxx che perde lo 0,9%.

Unicredit cala dell’1,8%, Intesa dello 0,97%, banco popolare dell’1,7%. La sofferenza è dovuta dai persistenti timori che la Cina possa iniziare una nuova stretta sul credito, rallentando così la ripresa eonomica mondiale, e naturalmente i primi a risentirne sono gli istituti bancari. I volumi sono stati piuttosto bassi, a testimonianza di una giornata trascorsa senza troppi spunti.

Vivacità al nostro listino è stata data da Impregilo, +3,6% sulle attese dell’Ipo della controllata brasiliana Ecorodovias, che potrebbe raccogliere circa 900 milioni. Bulgari e Campari hanno registrato un +2%, in attesa entrambi dei dati di bilancio positivi.

Il Dax di Francoforte perde lo 0,6%, il Cac di Parigi lo 0,93%. Oltre oceano i listini chiudono sulla parità, con il timore per il declassamento del rating del debito sovrano degli Stati Uniti (s&p +0,05%, dow jones +0,16%, nasdaq -0,23%).

L’euro perde terreno nei confronti delle principali divise mondiali, -0,7% nei confronti del dollaro a 1,366, scendendo nuovamente sotto quota 1,37; -0,77 contro lo yen a 123,681; guadagna solo nei confronti della sterlina 0,3 punti percentuali a 0,909.

Per oggi sono attesi i dati sull’ inflazione di Italia e Francia, l’ indice Zew e, soprattutto, in serata  l’ annuncio della decisione dei tassi da parte del Fomc (gruppo di 12 banchieri ai vertici della Fed); inoltre vi sarà la riunione dell’ Ecofin per discutere dell’ attuazione delle misure di stabilità nei confronti della Grecia.

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