Quella di ieri è stata una giornata all’insegna del meno per tutti i mercati, trascinati in maniera decisa dalle ultime che arrivano dalla Grecia, che vedrebbero sempre più in difficoltà le banche elleniche a causa della fuga di capitali verso paesi esteri.

Le banche stesse avrebbero richiesto di accedere a un fondo di sostengno costituito nel 2008, dal quale poter attingere risorse residuali. Le stime del deficit pubblico sono state riviste al rialzo, con i debiti che nel 2009 hanno inciso per il 12,8% sul Pil.

Il nostro listino principale ftse/mib ha perso l’1,4%, scendendo al di sotto dei 23000 punti, chiudendo a 22800. Pericolosa una discesa al di sotto di 22700-22600 che potrebbe far scattare ulteriori ribassi. A pesare particolarmente sul paniere sono stati i bancari, assieme a tutto il comparto europeo, con Unicredit e Intesa che fanno registrare le maggiori perdite, rispettivamente del 2,7% e 2,2%. Male anche gli industriali, con Fiat che riesce a recuperare nel finale chiudendo a -0,8%;  Pirelli & C. tra i peggiori, -3,5%, con il prezzo della gomma che ha ripreso a correre, volato a 3800 dollari la tonellata, materia che ha un’incidenza del 44% sui conti della società. Positive a Piazza Affari RCS Mediagroup, +2,2%, dopo la conferma da parte di Banca Akros della raccomandazione hold.  Positiva Sailo, +1,49%, dopo la promozione da parte di S&P nel lungo periodo da D a CCC+, con outlook stabile. Altro rialzo importante messo a segno dal titolo AS Roma, + 2,7%, sulla scia dell’entusiasmo per la lotta allo scudetto.

Le altre piazze europee hanno fatto registrare ribassi: Dax di Francoforte -0,8%, Cac di Parigi -1,2%, Ibex di Madrid -1%.

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