Unicredit: la scalata dei libici va fermata
A dirlo al Corriere della Sera è il sindaco leghista di Verona, Flavio Tosi, che afferma che l’intenzione dei libici è quella di ”scalare il capitale, non di fare l’investitore istituzionale”, visto l’acquisto in due tranches del 5% attraverso la Banca centrale, prima, e del 2% con il fondo sovrano, dopo.
“Noi abbiamo sollecitato l’intervento delle autorita’ di vigilanza e quindi siamo soddisfatti che il controllo ci sia. Sono almeno due i buoni motivi per fermare la scalata dei libici: uno e’ tecnico, perche’ e’ evidente che l’operazione e’ riconducibile a un unico soggetto, visto che ci troviamo davanti a due emanazioni di un governo che fa riferimento a una sola persona. L’altro motivo e’ rilevante dal punto di vista strategico, perche’ se si permette il voto separato degli azionisti in dispregio del tetto del 5% fissato dallo statuto, i libici possono salire ancora e chiunque puo’ fare lo stesso”.
“Io spero che Unicredit – ha proseguito – rimanga la banca di riferimento per un’ampia fetta del territorio italiano e che i partner stranieri continuino a giocare un ruolo da investitori istituzionali, ma che la governance sia saldamente in mani italiane”.
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