UniCredit: i nuovi possibili equilibri azionari
Il processo di aumento di capitale messo in moto da Unicredit sta per giungere a conclusione. Il maxi-aumento i capitale di 7,5 miliardi di concluderà infatti venerdì 27 gennaio, giornata di importanza strategica per l’ente creditizio che durante tale fatidica giornata scoprirà anche le eventuali mosse degli investitori istituzionali che ancora non si sono espressi in merito alla questione.
Secondo tutti gli addetti al settore, però, una volta che la ricapitalizzazione sarà definitivamente portata a termine e gli investitori potranno quindi esercitare i diritti d’opzione sottoscrivendo le nuove azioni, i pesi dell’azionariato di Piazza Cordusio potrebbero ben presto subire grandi scossoni ed imprevedibili stravolgimenti in grado di mettere a rischio gli equilibri esistenti tra i grandi soci stabili.
Secondo gli esperti, le prime avvisaglie sono state riscontrate già nei giorni scorsi, con la riduzione di capitale stanziato dalla Fondazione Cariverona che fino allo scorso 15 dicembre si attestava come primo socio azionista italiano della banca con un 4,2% che però negli ultimi giorni ha subito una drastica riduzione scendendo a quota 3,5%.
Altre notizie giungono invece dal fondo sovrano di Abu Dhabi, Aabar Investments, il quale non solo ha scelto di sottoscrivere integralmente il proprio 4,9%, ma il quale ha voluto acquisire altresì un pacchetto di diritti di opzione che potrebbe determinare un’eventuale salita al 6,5% .
Grandi cambiamenti insomma e nuovi equilibri che potrebbero ben presto determinare un totale capovolgimento degli assetti azionari e soprattutto di potere.
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Tags: azioni, Banche, ricapitalizzazione, unicredit




